Sanvitale, un addio senza cerimonie

22 Aprile 2015

ORTONA. Non avrebbe voluto nessuna cerimonia, né civile né religiosa, per la sua morte. E la famiglia di Francesco Sanvitale (nella foto), musicologo e cultore di Tosti e del Risorgimento, deceduto...

ORTONA. Non avrebbe voluto nessuna cerimonia, né civile né religiosa, per la sua morte. E la famiglia di Francesco Sanvitale (nella foto), musicologo e cultore di Tosti e del Risorgimento, deceduto per cause naturali a 60 anni nella sua casa ortonese, non ha fatto altro che accontentarlo. La salma del professore ieri pomeriggio è stata trasportata all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti per i prelievi necessari prima della cremazione. Ad Ortona sono in tanti ad averlo ricordato con commozione. Dal sindaco Vincenzo D’Ottavio, che lo ha definito «un punto di riferimento per la città», all’Istituto Nazionale Tostiano di cui è stato presidente per ben 25 anni. Ma anche i semplici cittadini hanno partecipato al lutto che ha colpito un’intera comunità. Il professor Francesco Sanvitale tra oggi e domani sarà cremato a Salerno e, successivamente, le sue ceneri verranno riconsegnate al fratello Giustino. Se n’è andato, dunque, in punta di piedi uno dei più grandi personaggi intellettuali della nostra regione. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato da una collaboratrice domestica, lunedì mattina, in una palazzina nel pieno centro di Ortona. E non ci saranno bagni di folla per i suoi funerali o discorsi celebrativi per dirgli addio. Non ha voluto nulla di tutto ciò Sanvitale, non era nelle corde della sua personalità. La città e l’Abruzzo intero sanno di aver perso un’autentica istituzione, che ha dedicato la sua vita ad accrescere ed esportare il patrimonio culturale del nostro territorio. E per questo nessuno potrà mai dimenticarlo. (a.s.)

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