Sarà abbattuto il ponte a rischio crollo

21 Novembre 2019

La Regione stanzia 593mila euro per demolire il viadotto sull’asse attrezzato: in arrivo un passaggio pedonale per i residenti

CHIETI. Sarà abbattuto il ponte a rischio crollo che passa sull’asse attrezzato all’altezza di Dragonara. Non si può salvare il viadotto di via Del Fiume, bollato come pericolante già dal 1999, e adesso serviranno quasi 600mila euro per demolirlo e ricostruire un passaggio pedonale per permettere all’unica famiglia di residenti di entrare e uscire di casa. Ma il costo dei lavori non sembra ancora certo: l’importo potrebbe salire e sfiorare quota un milione di euro. A dare il via libera al progetto, entro questa settimana o al massimo la prossima, sarà la Regione: l’intervento sarà al centro di una riunione della giunta Marsilio. A promettere «tempi brevi» è Mauro Febbo, assessore regionale alle attività produttive, che durante l’ultima seduta di consiglio ha risposto a un’interpellanza di Barbara Stella, consigliera regionale del M5S.
IL PROGETTO. «L’intervento prevede l’abbattimento del ponte per 98mila euro e altri 495mila euro serviranno per costruire la passerella pedonale», spiega Febbo, «stiamo cercando, poi, altri 351mila euro necessari per ulteriori passaggi particolari: adesso, gli uffici sono impegnati a lavorare per trovare i fondi e fare così un’opera completa senza tornarci successivamente».
SENZA MANUTENZIONE. Il viadotto, chiuso al traffico ma ancora usato dalla famiglia di residenti, è orfano della manutenzione da almeno 10 anni a causa delle casse vuote del Consorzio industriale Chieti-Pescara. È quanto emerge da una relazione firmata dal responsabile dell’ufficio tecnico del Consorzio, l’architetto Renato Di Salvatore, che passa in rassegna 10 cavalcavia dell’ente: «Alle infrastrutture non sono stati effettuati da oltre 10 anni interventi manutentivi né di verifica statica». Una relazione già acquisita dai carabinieri forestali in un’indagine avviata da un esposto della deputata del M5S, Daniela Torto, e ancora aperta. Tra gli altri atti finiti sotto la lente degli investigatori c’è anche il certificato di collaudo e idoneità statica del viadotto risalente al 2012 nel quale si dice che il cavalcavia avrebbe dovuto essere abbattuto già 7 anni fa: il viadotto, così dice il documento, «non è collaudabile e non è staticamente idoneo. Pertanto, si rende necessario che venga demolito nella sua interezza, in quanto non esistono le condizioni per interventi di riparazione e adeguamento strutturale e funzionale che possano riportare la struttura alle condizioni di progetto».
«MATERIALI SCADENTI». Dalla prima perizia che ha accertato criticità strutturali sono passati 20 anni: dai controlli svolti all’epoca, è stato scoperto, dice Stella, «l’utilizzo di materiali scadenti e il rilassamento dei cavi di decompressione», quindi, è emersa «l’opportunità di rifacimento ex novo del ponte». Da allora, l’unico intervento di messa in sicurezza è stato eseguito nei mesi scorsi dall’Anas con l’installazione di 8 giunti di metallo ancorati all’asfalto: i giunti servono a sventare un ipotetico crollo sul traffico dell’asse attrezzato.
M5S: GRAVITÀ ESTREMA. «I problemi strutturali del cavalcavia sono di una gravità estrema», afferma Stella che ora punta l’attenzione sulla spesa per i lavori: «Chiederò ulteriore documentazione per avere maggiori dettagli sull’intervento da realizzare. Mi auguro che, alle parole dette, la giunta dia seguito con fatti concreti e soprattutto in tempi brevi perché non è più possibile trascinare ancora a lungo la questione, continuando ad operare con misure tampone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA