Sarà riacceso l’autovelox di Brecciarola

Le multe ripartono tra 7 giorn i: c’è l’ok al trasferimento, l’impianto sarà spostato di un chilometro verso il centro abitato
CHIETI. Sarà riacceso tra una settimana, al massimo 10 giorni, l’autovelox di Brecciarola. Spento dal 14 agosto scorso perché fuorilegge rispetto all’ultima direttiva del ministero dell’Interno, il rilevatore di velocità da 25mila multe in meno di 8 mesi tornerà in funzione. Nel giro di pochi giorni, gli operai della ditta Cross Control di Acquaviva Picena smonteranno l’impianto nei pressi del distributore di carburante all’imbocco dell’Asse attrezzato e lo rimonteranno a distanza di quasi un chilometro (967 metri) verso il centro abitato di Brecciarola, in un tratto in cui, così dice il decreto del prefetto Antonio Corona, «per almeno un chilometro deve vigere lo stesso limite di velocità». La ditta non dovrà trasferire soltanto la telecamera che riprende i veicoli ma anche mettere sensori per il controllo della velocità al di sotto dell’asfalto. Quindi, la strada sarà scarificata e, una volta posate le spire, verrà stesso un nuovo manto d’asfalto. Finiti i lavori, basterà una comunicazione all’Anas per riavviare i controlli. Il costo dell’operazione è di 13.500 euro. Un’inezia rispetto a quanto il Comune incassa grazie alle contravvenzioni per eccesso di velocità rispetto al limite di 50 chilometri orari: dal 1° gennaio 2017 al 14 agosto, l’importo delle multe si aggira intorno a un milione di euro. L’autovelox è un affare per il Comune che deve fare i conti con un bilancio in rosso. Anche perché, per l’amministrazione, l’autovelox ha costi bassissimi di gestione: lo conferma una determina, approvata il 1° febbraio scorso dalla comandante della polizia municipale Donatella Di Giovanni, che riguarda il noleggio del Velocar. Ogni mese il Comune spende 2.200 euro per l’affitto dell’autovelox (più 484 euro di Iva): è questa la cifra da versare alla stessa ditta che sposterà il rilevatore.
Secondo la determina, «c’è la necessità di porre in atto azioni volte a limitare la velocità dei veicoli che quotidianamente attraversano il territorio comunale e che costituiscono un grosso pericolo per la pubblica incolumità di tutti gli utenti della strada e in particolare di pedoni e ciclisti». Il documento assicura che l’autovelox non è usato per fare cassa ma per prevenire gli incidenti: «Il posizionamento di tali apparecchiature può produrre nei conducenti un forte elemento di dissuasione dal superare i limiti di velocità con un’efficacia costante nell’arco della giornata e che tale intervento può dare una risposta, anche indipendentemente dall’azione sanzionatoria, all’esigenza di maggiore sicurezza nelle strade comunali interessate da un notevole traffico quotidiano e a forte rischio di incidentalità».
La maggior parte delle multe riguarda un eccesso di velocità non superiore ai 10 chilometri orari: in questo caso, la sanzione ammonta a 41 euro senza il ritiro di punti dalla patente. (p.l.)

