Sasi, intesa con l’Acea sul debito milionario Investimenti a rischio

9 Giugno 2018

Dopo 33 anni chiusa la lite da 7,3 milioni sull’acqua del Verde L’azienda sborsa un milione subito e 550mila euro per 8 anni

LANCIANO. Un milione di euro subito, al momento della firma, e 550.000 euro l’anno per 8 anni senza interessi per un totale si 5.400.000 euro. È l’accordo che potrebbe chiudere dopo ben 33 anni la vertenza Sasi-Acea. La proposta dell’accordo è stata presentata dal presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe, ai sindaci-soci per avere il via libera, anche se, teoricamente, spetterebbe solo al consiglio di amministrazione (Cda) decidere. Ma Basterebbe ha sempre detto di voler avere l’appoggio dei sindaci in questa vertenza che ha origine nel 1985, quando c’era la ex Cassa per il Mezzogiorno, (la Sasi è nata nel 2002) rea di captare le acque dal fiume Verde senza autorizzazione creando danni all’Acea perché, sottraendo l’acqua, diminuiva la capacità di produrre energia. Negli anni il contenzioso è andato avanti a colpi di carte bollate e di risarcimenti milionari. A mettere un punto ci ha pensato il Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma nel febbraio 2017 che ha confermato la condanna della Sasi in primo grado, a pagare i danni all’Acea Energia, per l’illegittimo prelievo di acqua dal fiume Verde pari a 7.300.000 euro, interessi e spese legali comprese. Poi la società romana ha dato il “colpo di grazia” inviando il decreto ingiuntivo alla Sasi a gennaio scorso: la società frentana doveva pagare subito gli oltre 7 milioni. La Sasi ha fatto opposizione al decreto e da qui sono ripresi i contatti per cercare una soluzione alternativa tra Basterebbe e i vertici Acea.
«Cda e ufficio legale», spiega Basterebbe, «hanno cercato di individuare tutte le azioni da mettere in campo per arrivare a una soluzione accettabile. Gli oltre 7 milioni chiesti dai legali dell’Acea in considerazione di una sentenza passata in giudicato, rappresentano poco più di un terzo dell’intero bilancio della Sasi. Inoltre si tratta di una cifra che mai avremmo potuto pagare in un’unica soluzione. Dopo tante riunioni abbiamo raggiunto un accordo: chiudere a 5.400.000 euro, con il versamento di un milione all’atto della firma e 550.000 euro per 8 anni, senza interessi». «Certo, non è poco, ma è la soluzione migliore rispetto all’attuale», rimarca il legale Sasi, Ettore Di Zio, «chiudere con questa cifra e con un pagamento rateizzato è un accordo accettabile».
I sindaci hanno ascoltato il presidente e l’avvocato. Da anni sentono parlare di questa complicata questione e chiuderla è già un grande risultato, anche se piuttosto oneroso, come evidenziato dal sindaco di Vasto, Francesco Menna. Altri, come il primo cittadino di Cupello, Manuele Marcovecchio, hanno chiesto se questo esborso avrà ripercussioni sulla comunità. In cassa la Sasi in questi anni ha accantonato 4.200.000 euro per la vertenza Acea, quindi mancherebbero 1.200.000 euro , inoltre pagare 550.000 euro annue non è facile. Se non avrà ripercussioni immediate sulle bollette lo avrà sugli investimenti che saranno tagliati. E non è di certo una buona notizia per un sistema di depurazione che deve essere sistemato e per una rete idrica che ha falle enormi nel Vastese.
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