Sasi, la stangata sale a sette milioni e mezzo

12 Marzo 2017

La società prepara il ricorso in Cassazione contro la condanna del Tribunale superiore delle acque

«Si va in Cassazione per provare a capovolgere la sentenza con cui il Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma (Tsap) ha confermato la condanna della Sasi già in primo grado, a pagare i danni all’Acea Energia, come risarcimento per l’illegittimo prelievo di acqua dal fiume Verde, quantificati in 7.500.000 euro». L’annuncio è del presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe, dopo la notifica della sentenza con cui il Tsap ha condannato la Sasi a pagare Acea che è stata concessionaria della derivazione delle acque del fiume Verde per la produzione di energia elettrica dal gennaio 1961 fino a luglio 2013. «Sono stato a Roma», dice Basterebbe, «per discutere con i vertici Acea della questione del risarcimento che va avanti dal 1985, da quando c’era la Cassa del Mezzogiorno, rea di captare le acque dal fiume Verde senza autorizzazione e creando danni all’Acea perché, sottraendo l’acqua, diminuiva la capacità di produrre energia. Anni di contenzioso chiusi dal Tsap che ha stabilito il versamento della Sasi all’Acea di 6 milioni di euro più spese legali e interessi. Soldi che se versati (anche se in cassa per questa vertenza ci sono solo 3.528.000 euro, ndc) inciderebbero sulle nostre attività e potrebbe incidere anche sulle tasche degli utenti. Ieri ho comunicato all’Acea l’intenzione di rivolgerci in Cassazione confidando in una sentenza che le sezioni riunite hanno emesso rispetto a un caso analogo (Acquedotto del Ruzzo-Enel ndc), in cui la Corte ha accolto il principio della prevalenza dell’uso umano delle acque, come stabilito nella legge Galli del ’94, rispetto ad altre attività, come la produzione di energia». Un principio che andrebbe a favore della Sasi, che ha proposto all’Acea anche un accordo per chiudere tutto. È tranquillo sul versante Acea, Basterebbe, e contento su quello della depurazione, visto che tra un paio di settimane lavorerà a pieno regime il nuovo depuratore di Santa Croce. «Dopo l’attivazione dei depuratori di Furci, Tollo, Castel Frentano, stiamo testando quello di Santa Croce» spiega il presidente. «Con l’attivazione di Santa Croce, il depuratore di Santa Liberata sarà alleggerito di 12.000 utenze, le pompe di sollevamento di via Firenze saranno chiuse e nel Feltrino arriveranno scarichi più puliti. Ad avvantaggiarsi saranno quindi la balneazione e le colture agricole». (t.d.r.)