«Sasi, stop alle 67 assunzioni»
La richiesta di Febbo: bando di selezione illegittimo, va sospeso e rifatto
LANCIANO. «Il bando di selezione Sasi è da sospendere perché illegittimo». Il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, ha annunciato così ieri la presentazione, lunedì, di una diffida stragiudiziale al difensore civico regionale. «Ci sono vizi di forma e di trasparenza, ma anche precisi criteri legislativi che sono stati violati. Consiglio di usare il buon senso e fermarsi finché si è in tempo per non andare incontro ad una valanga di ricorsi», ha esordito l’esponente di Fi. Il bando di selezione della società idrica prevede l’assunzione di 67 unità a tempo indeterminato per 17 figure professionali diverse. Già dai primi giorni della pubblicazione del bando sono cominciate le polemiche sul fatto che sembrasse già scritto appositamente per il personale interinale della Sasi, un’accusa che viene confermata anche da Febbo che cita alcuni esempi. «Un aspetto che mi lascia molto perplesso», rimarca il consigliere regionale, «sono i requisiti richiesti per accedere a uno o più dei 17 profili di impiego. È molto strano infatti come in tutti i profili viene richiesto il possesso della patente B tranne invece per la figura relativa all’addetto allo sportello online. Un particolare che mi fa dubitare circa il possesso o meno della patente dell’attuale lavoratore incaricato a questa specifica mansione. Stessa storia vale per la ricerca delle tre figure amministrative dove si richiede tra i requisiti il diploma di scuola secondaria superiore, ma costituisce titolo preferenziale la laurea in Economia e commercio, in Servizi giuridici e in Giurisprudenza. E anche qui mi sorge spontanea la curiosità di conoscere i titoli delle tre figure che oggi ricoprono quel ruolo». Altro vizio relativo al bando riguarda lo specifico status di società partecipata ricoperto dalla Sasi. «Il presidente Basterebbe», prosegue Febbo, «dovrebbe sapere che la cosiddetta legge Madia, da lui citata, pone tra i divieti quello che prevede per le società in controllo pubblico il blocco, fino al 30 giugno 2018, di nuove assunzione a tempo indeterminato, se non attingendo, con le modalità stabilite da un decreto ministeriale, all’elenco dei lavoratori dichiarati eccedenti a seguito della ricognizione del personale in servizio alla data del 30 settembre 2017». Il consigliere di Fi cita anche due sentenze della Corte dei Conti (Abruzzo e Puglia) che affermano che «nonostante il decreto non sia stato ancora approvato, il divieto di assunzione è operativo ed assoluto». «Il bando sia sospeso e riscritto ampliando la possibilità di partecipazione», conclude Febbo.
Daria De Laurentiis

