Sbarca a Chieti l’artista delle provocazioni

3 Luglio 2016

Pep Marchegiani espone “Vietato Vietare”, a Firenze fece scandalo con il suo David “super virile”

CHIETI. «Sempre più spesso l’arte è in cattività per interessi commerciali». Così Pep Marchegiani che sbarca a Chieti, diventa scopritore di talenti. Dal primo luglio fino al 5 all’ex Pescheria di via Arniense e dal 5 luglio fino alla fine del mese al museo Barbella la sua mostra personale “Vietato Vietare” a cura di “Invicto”: «Bisogna dare spazio ai giovani. L’arte deve essere libera, bisogna poter esprimere le proprie sensazioni e le proprie emozioni» dice l’assessore Antonio Viola.

Un percorso di riqualificazione della città attraverso l’arte che intende coinvolgere artisti di portata nazionale. Una mostra voluta dal “Collettivo 16” e dall’associazione “Campare” della città di Chieti: «Da più di due anni i ragazzi di Campare si impegnano per riqualificare siti cittadini lasciati all’abbandono. L’esperienza di piazza Malta insegna» ricorda il sindaco Umberto Di Primio. E poi la parola all’artista Marchegiani: «Chieti è un salotto di cultura, il museo Barbella è un gioiello dentro la città, per me è stata una sorpresa. La mostra “Vietato Vietare” vuole essere proprio questo: scoprire quelle bellezze che restano nascoste, perché non valorizzate».

Una nuova provocazione dell’artista abruzzese, tra i principali esponenti dell’arte contemporanea, che arriva dopo il successo della performance realizzata a Firenze con lo stimato e anonimo street artist Fra.Biancoshock, considerato il Bansky italiano.

Nel gennaio del 2014 i due artisti sconvolsero la città toscana con un’invasione di riproduzioni del celebre David – al quale per l’occasione venne visibilmente aumentata la virilità – e di curriculum in formato europeo di Michelangelo. Una guerrilla volta a puntare l’accento sulla mancata valorizzazione delle potenzialità di una delle città italiane simbolo dell’arte, e allo stesso tempo sulla mercificazione esasperata dei nostri gioielli culturali. Marchegiani, che con le sue opere pittoresche ha irriso, osannato o ridicolizzato i grandi della terra, accendendo i riflettori in chiave contemporanea sui temi cruciali del nostro tempo, questa volta resta nel suo Abruzzo dove casualmente scopre opere straordinarie sconosciute agli stessi teatini. Da qui l’idea di restituire la giusta visibilità ai suoi illustri “colleghi”, non senza una sottile vena polemica.

Edoardo Raimondi