Scacco ai ladri di computer nelle scuole

Due fratelli arrestati, uno dei due preso dopo l’inseguimento in spiaggia. In casa trovati 30 pc, attrezzi e arnesi da scasso
LANCIANO. Trenta computer rubati nelle scuole, telefoni, una tv, 4 motoseghe, una livella laser, forbici per la potatura, attrezzi da lavoro, cacciaviti, arnesi da scasso e poi guanti, cappelli e lugubri maschere usate verosimilmente per i colpi. È quanto rinvenuto in un’abitazione di Chieti dagli agenti del commissariato di Lanciano coadiuvati dalla squadra mobile di Chieti (parte della refurtiva è stata trovata dalla polizia municipale teatina). La casa era utilizzata da Vasile Sebastian Grigore, detto “Sangue”, e dal fratello Alexandru Daniel. I due, romeni di 19 e 24 anni, sono in carcere a seguito di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip Massimo Canosa per il reato di ricettazione e, per “Sangue”, anche di resistenza a pubblico ufficiale. «Dopo l’arresto di tre persone per il furto nella scuola di Sant’Eusanio», spiega il procuratore capo Francesco Menditto alla presenza del questore Vincenzo Feltrinelli, «polizia e squadra mobile di Chieti hanno arrestato i componenti di una seconda banda, verosimilmente autrice di furti nelle scuole del comprensorio. I due sono autori di numerosi reati, violenti e spregiudicati: per questo ne chiederemo l’espulsione». Tra i 30 pc recuperati ci sono nove portatili rubati alla scuola di Altino e tre a Fara Filiorum Petri. Gli altri si sta cercando di riconsegnarli alle scuole che hanno subito furti. «È stata una indagine serrata», aggiunge il capo della Mobile Francesco Costantini, «purtroppo sono diverse le bande che compiono furti, sempre più spregiudicate e pericolose. I Grigore sono un esempio». «Testimonianze e indizi ci hanno permesso di arrestare giovedì scorso, a Lanciano e Fossacesia, i due fratelli che si spostavano di continuo tra Lanciano e Chieti», spiega il commissario Francesco Lagrasta, «le indagini continuano perché siamo alla ricerca dei complici». Mentre Alexandru è stato preso a Lanciano, come spiegato dall’ispettore Roberto Montebruno, quello di “Sangue” è stato un arresto rocambolesco: i poliziotti, tramite il cellulare di Alexandru, hanno inviato un sms scritto in rumeno («ci dobbiamo ricompattare») al fratello Vasile, dandogli appuntamento sul lungomare di Fossacesia. Qui la polizia è intervenuta con tre volanti. «Si è accorto del tranello», racconta Montebruno, «e si è dato alla fuga. Costretto a prendere una strada chiusa, non si è arreso: ha tentato di imboccare in retromarcia una salita che portava al piazzale dell’ex ferrovia, bloccato ha speronato due auto della polizia e si è diretto sulla spiaggia dove la Opel, rubata, si è però arenata». Neanche a questo punto si è arreso, ha proseguito la fuga a piedi e colpito gli agenti che, alla fine, lo hanno bloccato e arrestato.
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