«Scafetta mai aggredito con l’ascia»

24 Maggio 2015

Agguato davanti al bar. Il difensore: dimostreremo che è estraneo

VASTO. È finito nei guai perché, secondo gli investigatori, due anni fa era insieme a Michele Lattanzio il 4 giugno 2013 all’esterno del bar Del Giglio durante una aggressione a colpi di ascia.

«Fabio Scafetta non è mai stato aggredito e colpito quel giorno con l’ascia davanti al bar Del Giglio, neanche era lì il giorno dell’aggressione. Ad essere aggredito fu Michele Lattanzio, 31 anni, arrestato e giudicato colpevole dell’agguato a Yari Pellerani«, dice un amico di Scafetta e lo conferma il suo avvocato, Raffaele Giacomucci.

Il legale difensore il 14 luglio prossimo è pronto a dimostrare l’estraneità del suo assistito all’intricata vicenda.

Di grande aiuto saranno anche le immagini delle videosorveglianza.

Ad aggredire Lattanzio sarebbe stato Pellerani che avrebbe risposto all’agguato subito il 19 aprile 2013 a colpi di pistola da due misteriosi centauri in via del Porto in sella ad una moto Ducati Sport 750.

La moto dopo il fatto venne bruciata e abbandonata fra la vegetazione di contrada Lota, alla periferia sud della città. Nonostante il fuoco avesse distrutto quasi tutto, i carabinieri del Ris (Reparto investigativo speciale) di Roma riuscirono a trovare sui resti inceneriti tracce biologiche che hanno condotto i carabinieri all'identificazione dei due presunti motociclisti che avrebbero sparato in via Del Porto.

Altrettanto importanti pare siano state le intercettazioni ambientali ordinate dal sostituto procuratore del tribunale di Vasto, Giancarlo Ciani.

Di tutto questo si parlerà fra due mesi in aula. Per il momento l’avvocato Giacomucci continua a sostenere l’estraneità ai fatti del proprio assistito. (p.c.)

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