Scalinata in centro storico intitolata a Lupi

Castel Frentano. Progettò e diresse i lavori dell’ospedale di San Giovanni Rotondo voluto da Padre Pio
CASTEL FRENTANO. Sarà intitolata al castellino Angelo Lupi la scalinata che congiunge piazzetta Marconi con via Garibaldi, nel centro storico, la prefettura ha concesso l'autorizzazione. Lupi progettò e diresse i lavori della Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, opera voluta da Padre Pio. «Questa titolazione» dice il sindaco Gabriele D’Angelo «è un’occasione sia per dare un giusto riconoscimento a un nostro valente concittadino sia per continuare nella valorizzazione del centro storico che dopo alcuni prossimi interventi (ristrutturazione palazzo Cavacini in piazza Garibaldi, realizzazione della scalinata tra via Orientale e piazzetta della Chiesa che sarà riqualificata) diventerà un fiore all'occhiello del paese».
Angelo Lupi nacque a Castel Frentano il 18 gennaio 1906 da Ernesto, fotografo, e Bice Gaetani. Nel 1921 a Lanciano prese il diploma di licenza tecnica e frequentò saltuariamente, a Roma, l’Accademia di Belle Arti. Fin da subito dimostrò un’indole eclettica dedicandosi a diverse professioni: pittore, fotografo, scenografo, direttore di produzione cinematografica. Nel 1946 aprì uno studio tecnico a Pescara insieme all’ingegner Vizzani.
Nel 1947, fu indetto un concorso pubblico per la scelta del progetto del nuovo ospedale di San Giovanni Rotondo. Tra i diversi pervenuti, la commissione esaminatrice della quale faceva parte Padre Pio, scelse quello dell’ingegner Candeloro che fu convocato a San Giovanni Rotondo. Nessuno si presentò perché l’ingegner Candeloro non esisteva e si scopri che era un tal Angelo Lupi che non aveva titoli. Il progetto andava scartato, ma intervenne Padre Pio. I due si incontrarono nel convento: «Angiolino, non preoccuparti, l’ospedale lo farai tu, che la laurea d’ingegnere te la dà il Padreterno». Fu tenace e intelligente, sanguigno e generoso, di notevole capacità organizzativa; diresse per nove anni, dal 1947 al 1956, una media di 300 operai al giorno, molti dei quali erano maestranze di Castel Frentano. Lupi fu anche denunciato da un ingegnere di Foggia per esercizio abusivo della professione. Preoccupato si rivolse a Padre Pio che gli disse di non temere. Il processo finì nel nulla. Tornato a Pescara si ammalò dopo pochi anni. Sentendo prossima la morte ritornò a San Giovanni Rotondo, nel suo ospedale, dove morì il 31 agosto del 1969. (m.d.n.)

