«Scalo abbandonato, mi candido»

Carapelle, del comitato di quartiere, lancia la sfida: troppo degrado, ora basta
CHIETI. «Sono un semplice cittadino stanco di vedere la città così male amministrata e per questo costretto a candidarmi per cercare di cambiare le cose». Camillo Carapelle spiega con queste parole la volontà di candidarsi sindaco con la lista nata dal comitato cittadino ChietiscaloNoi. L’obiettivo è «riequilibrare la città di Chieti, tra lo Scalo e la parte alta. Siamo contro la separazione. Vogliamo cercare di ricucire la frattura, aumentata negli ultimi 10 anni, tra le due parti della città. E vogliamo ricostituire un capoluogo di provincia che abbia finalmente la schiena dritta». La civica ha messo a punto due tipi di programma elettorale. Uno per il colle, che verte su cultura, tradizione, artigianato, storia, tutti punti di forza, sostenendo i quali si riesce a implementare il settore turistico. E un altro per la parte bassa: «Dignità, rispetto e considerazione», dice Carapelle che cita le tante criticità scaline esempio di come lo Scalo sia stato trascurato sotto questi tre punti di vista, «vedi il distretto sanitario di base, la delegazione comunale che non funziona, la carenza idrica, il terminal bus che secondo noi va spostato nella zona industriale per evitare inquinamento atmosferico e acustico, lo stato di degrado in cui si trovano le strade principali, come viale Croce a viale Abruzzo che, sebbene siano centralissime, sembrano una Parigi-Dakar con buche, marciapiedi rotti e scarsa illuminazione». Carapelle non dimentica «la riqualificazione delle cosiddette periferie, che per noi non sono tali ma sono semplicemente quartieri esterni, come Brecciarola e San Martino». Il candidato è da tempo al lavoro per risolvere alcuni di questi problemi. A partire dall’acqua: «Stiamo collaborando con il responsabile Aca Emidio Di Nardo», dice, «che ci ha dato ascolto e ha risolto alcuni dei problemi, anche se alcune zone stanno ancora soffrendo. E abbiamo affrontato anche il problema dei trasporti pubblici, evitando ad esempio lo spostamento di alcune corse della Tua che dallo Scalo vanno a Pescara». (a.i.)

