Scalo, i residenti lanciano l’allarme «Le aree verdi a rischio incendio»

L’amministratrice di condominio Esposito: «Manca la sicurezza a un passo dalla centrale elettrica» Ed è protesta in via Amiterno: «Zero manutenzione del Comune. Proliferano topi, serpenti e insetti»
CHIETI. Residenti di via Colonnetta, via Amiterno e piazza Carafa in protesta per il degrado e l’abbandono delle aree. A guidare un piccolo tour nel cuore di Chieti Scalo è stata ieri un’amministratrice di condominio, Manuela Esposito, che da tempo chiede interventi al Comune.
«Sono tanti i disagi dei residenti», spiega Esposito, «ma quello che solleva soprattutto preoccupazione e allarme sono le condizioni di sicurezza messe a rischio dall’inerzia della pubblica amministrazione. Mi riferisco alle aree verdi lasciate all’abbandono in via Colonnetta e in via Amiterno: con il caldo di questi giorni le erbacce potrebbero facilmente prendere fuoco. Si tratta di aree che si trovano a un passo dalla centrale elettrica e dal centro commerciale di via Colonnetta e, per via Amiterno, attaccate a una delle palazzine». I condomini, dal canto loro, non ce la fanno più: «Serpenti, zanzare, topi, da qui arriva di tutto», dice il residente di via Amiterno Carlo Reborati, «eppure noi paghiamo le tasse. E se dovessimo fare ritardo, arrivano ingiunzioni di pagamento e quant'altro. Ma loro? È una questione anche di pericolo: basta una cicca e qui va tutto a fuoco».
Insomma: come continua a sottolineare l’amministratore di condominio, non ci sono solo i disagi che un’area lasciata all’abbandono può comportare, ma c’è un vero e proprio problema di sicurezza pubblica. Per questo motivo ha interessato più volte l’amministrazione comunale, che però non si è mossa. Anzi: ha alzato bandiera bianca. Lo scorso 3 giugno i funzionari comunali hanno inviato una lettera all’amministratrice in cui spiegano che «il servizio Verde pubblico non è al momento in grado di effettuare la manutenzione delle aree verdi di proprietà comunale a confine con i condomini da lei amministrati per mancanza di risorse umane e finanziarie, né è stato possibile effettuare affidamenti a ditte esterne». I funzionari lasciano però uno spiraglio aperto: «All’esito del pronunciamento, che avverrà a breve da parte del ministero dell’Interno sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato a seguito di dissesto finanziario, si potranno disporre sicuramente di più precise risorse finanziarie in base a cui sarà possibile programmare degli interventi nelle aree segnalate». Ma nel frattempo, dicono ancora, «si suggerisce di effettuare laddove possibile a spese dei vari condomini, previo rilascio di nulla osta da parte del Comune medesimo, piccoli interventi di pulizia delle aree verdi comunali».
Situazione diversa quella di piazza Carafa: il problema non è di grandi aree verdi in degrado, ma del cantiere fermo dal 2016, di strade piene di buche, marciapiedi impercorribili e alberi caduti. Francesca Ciaschetti, costretta a muoversi in carrozzella, prima dell’avvio del cantiere di piazza Carafa poteva agilmente arrivare nella vicina via Marino da Caramanico, ma chiusa la strada che tagliava il cantiere ora deve scontrarsi con barriere architettoniche che non le permettono di muoversi. Senza contare che il cantiere abbandonato «è un ricettacolo di animali e senzatetto», aggiunge Gabriele Gambone, uno dei componenti del comitato Chieti Scalo Noi di Camillo Carapelle, in prima linea per chiedere più attenzione allo Scalo.
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