Scalo, quali garanzie per il futuro?

I commercianti preparano la lista delle cose da fare, lunedì la consegna dell’elenco al primo cittadino
CHIETI. Sa reagire più del Colle alle sfide del commercio, si riempie di gente con la Notte bianca, ma non può vivere di sole Notti bianche. Allo Scalo abita la maggior parte dei residenti del capoluogo teatino, eppure la parte bassa della città si sente dimenticata.
Delegazione comunale che non funziona a pieno con uffici chiusi solo perché il personale è in ferie, una certa approssimazione nell’organizzazione delle manifestazioni e poco controllo del territorio. Sulla sicurezza, in particolare, s’incentrano le lamentele dei commercianti, sondati da Confesercenti che, dopo l’incontro in piazza Vico ad aprile scorso (organizzato insieme ad altre organizzazioni di categoria) ci riprova focalizzandosi sullo Scalo. L’incontro è fissato per lunedì alle 19 in piazzale Marconi. Si affronteranno temi generali (rilancio del commercio, valorizzazione dell’artigianato, nuove prospettive turistiche e culturali, marketing territoriale, mobilità, parcheggi e opere pubbliche) e questioni più particolari. Dal problema della sicurezza, con la richiesta di riavere, ad esempio, il poliziotto di quartiere, a quello del futuro dell’area industriale che, collezionando sempre più capannoni vuoti, fa mettere in dubbio la vocazione a servizio delle industrie. Ad affrontare i temi saranno il sindaco Umberto Di Primio, il direttore regionale di Confesercenti Lido Legnini e il commerciante Massimo De Pascalis. Ieri mattina è stato proprio De Pascalis, insieme a Simone Lembo di Confesercenti, e all’assessore al commercio, Carla Di Biase, a presentare l’appuntamento.
Confesercenti ha diffuso anche un questionario tra i commercianti in cui si chiede di manifestare i maggiori problemi riscontrati (le opzioni da barrare: parcheggi, pulizia cittadina, mancanza di isole pedonali, marketing territoriale, svuotamento dei pubblici uffici, pochi eventi, pochi turisti, troppi centri commerciali) e di suggerire strategie (nuovi parcheggi, miglior decoro urbano, pedonalizzare la zona commerciale, investire sull’immagine, riqualificare gli spazi inutilizzati, più eventi, pacchetti turistici, meno imposte locali). E infine c’è la questione di Chieti siamo noi. La tocca la Di Biase quando dice che l’iniziativa di Confesercenti nasce anche dalla volontà di «riappropriarsi di rappresentatività e ruolo», in una «sana competizione» con i commercianti di “Chieti siamo noi”. (a.i.)

