«Scarichi nel terreno e poi a mare»

21 Gennaio 2016

A Rocca l’opposizione denuncia il caso di venti famiglie senza allaccio alle fogne

ROCCA SAN GIOVANNI. Scarichi fognari e acque domestiche sversate per anni in mezzo a un terreno e che confluivano direttamente in un torrente che poi sfocia nel mare della Costa dei trabocchi. Accade in contrada Perazza, a Rocca San Giovanni, dove da tempo sussiste una situazione di altissimo pericolo igienico-sanitario. Una ventina di abitazioni, infatti, non sono allacciate ad alcuna rete fognaria. In mezzo a una fittissima vegetazione e alle campagne si notano rigagnoli e veri e propri stagni scuri e maleodoranti, che provengono da una vasca di contenimento che non riesce a sostenere più il carico dei reflui provenienti dalle case della zona. A denunciare il degrado ambientale è la minoranza consiliare “Insieme per Rocca”, rappresentato dai consiglieri Emilio Pio Caravaggio, Silvino D’Ercole e Fabiana Mucci. «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni dai residenti», spiega Caravaggio, «per via dei cattivi odori che invadono la zona. La situazione che ci siamo trovati davanti è raccapricciante. Si tratta di un vero e proprio scempio ambientale, dato che la zona manca addirittura di una fossa Imhoff». Di qui la decisione di presentare un’interrogazione consiliare.

«Dopo il nostro intervento», prosegue il consigliere, «la Sasi si è recata sul posto e ha effettuato lavori di spurgo della vasca di contenimento. È questa la difesa dell’ambiente che professa l’amministrazione? In quella zona ci sono decenni di sversamenti abusivi e inquinanti: bisognava intervenire prima». «Eravamo a conoscenza del problema», spiega il sindaco Gianni Di Rito, «tanto che nel periodo estivo abbiamo effettuato dei lavori per poter intervenire nella zona e creare una sorta di strada di accesso per la Sasi che in passato avevamo già sollecitato. Però diamo atto alla minoranza del fatto che quando si comporta da opposizione costruttiva, allora le cose si riescono a risolvere. La Sasi ha sanato temporaneamente il problema, ripristinando la situazione igienico-sanitaria, ma stiamo ragionando per una soluzione definitiva con l’apposizione di due pompe di sollevamento». (d.d.l.)

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