Scatta la corsa al voto Braccio di ferro sul dopo-Di Lorenzo

Primavera è il favorito ma spuntano Scastiglia, Pasetti e Lapenna. E una nuova sigla con le imprese cinesi
CHIETI. Lo scontro sul dopo-Di Lorenzo si consuma dietro le quinte della Camera di Commercio di Chieti. Il candidato favorito alla successione del presidente uscente, inciampato sul caso Honda, è Paolo Primavera, leader degli industriali teatini. Ma sono almeno tre i competitor che, più o meno ufficialmente, aspirano a guidare l’ente camerale. Si fanno i nomi di Letizia Scastiglia, direttore Cna, Domenico Pasetti, della Coldiretti, e Patrizio Lapenna, Confesercenti. E si registrano tre segnali significativi che danno il polso del duello in corso. Il primo è il voto perentorio e in limine litis della giunta camerale uscente che ha bloccato il progetto di fusione con Pescara, puntando a una territorialità che va contro gli indirizzi già delineati dalla Regione. E’ una scelta di campanile che, guardando Chieti nel suo complesso, è già costata molto per esempio a Carichieti. Ma c’è anche un altro no alla fusione della Agenzie di sviluppo di Chieti e Pescara, dichiarato espressamente da Scastiglia che nel frattempo sarebbe scesa in campo per sfidare il favorito Primavera, pur avendo in passato esternato la sua contrarietà a candidature di direttori di associazioni alla presidenza dell’ente. Arriviamo così al terzo segnale degli ultimi giorni: la nascita, anzi la riesumazione di una vecchia sigla associativa del Vastese legata al passato e a piccole e medie imprese rosa che, nel giro di poco tempo, si sarebbe arricchita di decine, se non centinaia, di nuovi iscritti, molti dei quali sarebbero cinesi, tutto per acquistare numeri e potere elettorale. C’è quanto basta per dire che è in atto uno scontro tra chi vuole vedere verso il futuro, puntando alla fusione con Pescara che permetterebbe a Chieti di mantenere in casa il quartier generale della Camera di Commercio metropolitana nel Foro Boario a Madonna delle Piane; e dall’altra parte chi punta a non rompere la continuità con il passato, cioè con la gestione Di Lorenzo. La fase cruciale è iniziata.
Tredici sigle hanno già consegnato all’ente i propri dati su numeri d’aziende, dipendenti e quote associative. Le più rappresentative e quindi potenti ai fini del voto e della composizione del nuovo consiglio con 28 posti che, tra due mesi, sarà convocato da Luciano D’Alfonso per nominare presidente, vice e giunta, sono Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Cna e agricoltori (Coldiretti, Cia, Copagri e Confagricoltura). La Camera ha inviato i dati al settore Attività produttive della Regione a cui spetta il compito delicato di assegnare il numero di consiglieri a ciascuna sigla. Che dovrebbe ricalcare lo status quo: la fetta maggiore di 7 agli industriali, 4 poltrone agli agricoltori e 3 rispettivamente a Cna, Confcommercio e Confesercenti, per finire con Confartigianato, Abi, Casartigiani, Lega Coop, sindacati (questa volta tocca alla Uil), consumatori, ordini professionali alle quali si aggiunge la neonata, si fa per dire, sigla vastese, che hanno diritto a un solo posto.
E’ un match con 28 giocatori, accordi sottobanco e veleni dietro le quinte. Ce la farà Primavera o si torna al passato?

