Scattano i sigilli ai palazzetti dello sport

27 Agosto 2019

Dopo il fallimento del Cus, bloccate le strutture di Colle dell’Ara e di Santa Filomena. Ma il Comune presenta ricorso

CHIETI. Scattano i sigilli ai palazzetti dello sport di Santa Filomena e di Colle dell’Ara. Dopo il fallimento del Centro universitario sportivo (Cus), dichiarato dal tribunale di Chieti lo scorso 9 luglio, le strutture sono state bloccate. E ora si profila un nuovo scontro giudiziario: il Comune, proprietario dei due impianti dati in gestione al Cus, ha presentato istanza per tornarne in possesso. Nel frattempo le squadre cittadine, con i campionati alle porte, sono senza campi per allenarsi e giocare le partite. Dalla Pallavolo Teatina alla Pallamano Chieti, dalla Magic Basket alle società di calcio a 5 (come Es Chieti e Minerva), passando per i vari settori giovanili: tutti restano in attesa.
Per riepilogare la storia dei due palazzetti, bisogna tornare indietro fino all’amministrazione di Nicola Cucullo. È lui a decidere di concedere le strutture al Cus per sostenere la nuova facoltà di Scienze motorie. Il 19 aprile del 2002, la giunta comunale firma infatti la delibera per la consegna del palazzetto di Colle dell’Ara. Si tratta di un affidamento temporaneo della durata di 7 anni. Il 5 dicembre dello stesso anno passa di mano il Palasantafilomena. In cambio, il Cus prende l’impegno di ristrutturare entrambi gli impianti. Cosa che ha fatto. Ciò che invece non viene mai formalizzata è una convenzione con il Comune.
Il resto è storia recente. La situazione è rimasta in stand-by fino al fallimento arrivato il mese scorso. A chiederlo è stata l’università, che vanta un credito nei confronti del Cus di 4.195.623 euro, «scaturito da sentenze passate in giudicato». Ma la situazione delle casse dell’associazione fallita, stando a quanto si legge in sentenza, è ancora più grave: l’ateneo ha infatti «menzionato e prodotto documentazione della Guardia di Finanza che dà contezza di esposizioni debitorie del Cus verso le banche per oltre dieci milioni di euro e verso Equitalia per quasi quattro milioni di euro».
E adesso, dopo l’attività interrotta nei due palazzetti, cosa accadrà? Spiega il sindaco Umberto Di Primio: «Come da prassi, i sigilli sono stati apposti dal curatore fallimentare Silvana De Donato, su autorizzazione del giudice delegato Nicola Valletta, per bloccare tutto quello che era nella disponibilità del fallito. Ora abbiamo deciso di presentare istanza di rivendicazione del bene per tornarne in possesso, considerando che la proprietà è del Comune. L’udienza in tribunale è stata fissata al 25 novembre».