Scelta degli scrutatori, polemiche sul sorteggio

7 Maggio 2019

Guardiagrele. Di Prinzio, Bianco e Console: «Il Comune non aiuta chi ha bisogno Nelle precedenti amministrazioni gli elenchi venivano forniti dalla Caritas»

GUARDIAGRELE . Scrutatori nominati con il metodo del sorteggio? Secondo i consiglieri comunali Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e Orlando Console della lista Progetto per Guardiagrele, la prassi usata e tanto decantata dall’attuale amministrazione comunale per la scelta degli scrutatori, non garantirebbe l’affidamento della funzione alle persone più bisognose della cittadina. «Ogni volta che arrivano le elezioni», osserva il capogruppo Di Prinzio, «l’assessore comunale Piergiorgio Della Pelle, insieme al sindaco Simone Dal Pozzo e agli altri componenti della giunta, tornano puntualmente a parlare di trasparenza nella scelta degli scrutatori e sistematicamente non perdono l’occasione per denigrare e accusare chi ha amministrato prima di loro, non solo l’amministrazione di centrodestra del sindaco Sandro Salvi, ma anche quelle di centrosinistra guidate da Mario Palmerio e Franco Caramanico, facendo intuire che le loro procedure di nomina nascondevano dei favoritismi. Della Pelle però evidentemente», sottolinea Di Prinzio, «non è stato informato dal sindaco Dal Pozzo che quando quest’ultimo era assessore con il sindaco Palmerio, indicava nomi di scrutatori senza ricorrere ad alcun tipo di estrazione, cosi come faceva quando era consigliere di opposizione».
Di Prinzio, evidenzia quindi che il metodo di nomina usato dalla precedente amministrazione comunale del sindaco Salvi, rappresentava un criterio di scelta che consentiva l’affidamento della funzione a persone che si trovavano in un reale stato di bisogno. «Infatti», precisa Di Prinzio, «gli scrutatori venivano nominati effettuando una scelta negli elenchi forniti dalla Caritas, dai servizi sociali e dalle parrocchie, tra persone che avevano evidenti problemi economici, ai quali, a rotazione si offriva l’opportunità di poter guadagnare qualcosa nei giorni delle votazioni. Un compenso che certamente non cambiava loro la vita, ma senz’altro li aiutava a tirare avanti. Oggi invece», sottolinea Di Prinzio, «con l’estrazione su richieste fatte mediante autocertificazioni, possono essere estratte persone che, seppur disoccupate, vivono però in famiglie benestanti e senza problemi economici. Per questo», conclude il consigliere, «invitiamo il sindaco e l’assessore Della Pelle a riflettere e prestare maggior attenzione, affinché si possa offrire questa opportunità a chi ha veramente bisogno».
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