Schael: i medici sono introvabili La replica: è la Asl a non pagare

30 Luglio 2021

Il manager sull’assistenza non garantita: «Problema grave causato dalla loro indisponibilità» I dottori ribattono: «Non rispettati gli accordi economici». Il sindaco Menna scende in campo 

VASTO . Il sindaco di Vasto Francesco Menna condivide la battaglia dei colleghi dei 20 Comuni dell’interno ed è pronto a perorare la loro causa. «Un territorio così ampio, difficile da raggiungere e con tanta popolazione anziana, non può restare senza medici», afferma. I primi cittadini del Medio e Alto Vastese preparano la protesta e annunciano l’intenzione di adire le vie legali. Per il manager Thomas Schael, invece, la copertura delle sedi di continuità assistenziale è un problema grave, ma legato all’indisponibilità reiterata dei medici. Questi però non ci stanno e replicano: «La Asl di Chieti non rispetta gli accordi e i medici fuggono in altre regioni». In un clima teso stamattina viene presentato a Vasto dall’assessore Nicoletta Verì e dal manager della Asl il progetto del nuovo ospedale. Non è esclusa la presenza di una delegazione di medici del Vastese per affrontare anche il problema divenuto cronico della mancanza di assistenza medica nell’interno.
IL SINDACO DI VASTO «La questione della continuità assistenziale sarà portata in consiglio comunale», dice il sindaco di Vasto. «Non è possibile caricare il 118 dell’assistenza di tutto il Vastese interno in un periodo in cui solo la costa conta più di 100mila presenze. Va trovata una soluzione per evitare disagi ai Comuni montani ma anche a quelli costieri».
LA ASL Secondo il direttore generale Thomas Schael, non solo la Asl non riesce a reperire professionisti disposti ad accettare l’incarico per quelle sedi, ma addirittura altri medici già in servizio hanno rinunciato davanti alla proposta di coprire anche Carunchio e Palmoli. «In questo periodo pandemico l’offerta di occupazione per i medici è assai ampia, sono ricercatissimi e hanno la possibilità di scegliere tra le diverse proposte quella più congeniale alle proprie esigenze», spiega Schael. «Il numero di casi trattati non incoraggia: nei primi 20 giorni di luglio la postazione di Celenza ha effettuato solo tre prestazioni a Carunchio, e altrettante quella di Gissi per Palmoli, con una prestazione domiciliare, una ambulatoriale e una consulenza telefonica. I numeri descrivono con chiarezza la domanda di salute espressa da quei territori».
I MEDICI La fuga dei dottori verso altre regioni, a detta dei sanitari è da imputare al mancato rispetto degli accordi regionali, a causa dell’interruzione arbitraria del pagamento di una voce stipendiale ai medici di guardia pari a 4 euro lordi per ora di servizio (circa 480 euro lordi mensili), prevista dal contratto collettivo regionale del 2006 mai sostituito o abrogato da altro contratto regionale. «La giunta regionale abruzzese non ha fatto nulla per ristabilire l’emolumento previsto», annotano i medici. «Purtroppo segnaliamo anche l’imminente carenza dei medici di famiglia nella nostra Asl: l’Azienda continua a non pagare quanto previsto dagli accordi regionali e, visto il crescente numero di pensionamenti, a breve non ci saranno più nuovi medici nella nostra Asl, sempre per la fuga verso altre regioni dove vengono pagati correttamente per quanto previsto. Non si capisce perché l’Azienda sanitaria di Chieti continui a pagare questo incentivo ai medici di vecchia data e si rifiuti di pagarla ai nuovi medici di famiglia. Visto che è stabilito da un contratto regionale, o spetta a tutti oppure le regole non valgono più».
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