Schiacciato dall’ascensore, ascoltato il collega

17 Maggio 2015

Restano gravi le condizioni del manutentore ferito dal montacarichi durante la riparazione

VASTO. Sono stazionarie le condizioni di Andrea D’Orsogna, 30 anni,il manutentore della Gtv che venerdì mattina ha rischiato di morire schiacciato da un montacarichi che stava visionando. L’uomo è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Spirito Santo a Pescara. La prognosi è ancora riservata ma se non interverranno complicazioni impreviste si salverà. La forte fibra del giovane lo ha aiutato tantissimo. Appena possibile l’uomo fornirà alla polizia la sua versione dei fatti. Per il momento gli agenti del commissariato hanno ascoltato la testimonianza del collega di D’Orsogna che si trovava con lui al momento dell’incidente.

D'Orsogna e il collega poco prima avevano controllato l’interno della cabina del montacarichi, visionando un’ammaccatura provocata da alcuni colli pesanti trasportati. Poi l’ascensore è stato fatto risalire e il ferito è sceso nella piattaforma sottostante. Le indagini della polizia si concentrano su quello che è accaduto nei minuti successivi. «Stiamo facendo le opportune verifiche per capire se era stata disattivata o meno l’elettricità, com’è previsto in questi casi, se e quando è stata utilizzata la chiavetta di sicurezza», conferma il dirigente del commissariato, il vicequestore aggiunto Alessandro Di Blasio. La polizia consegnerà un rapporto alla Procura di Vasto, in attesa di poter ascoltare il ferito che ha subito lo schiacciamenti della cassa toracica. D’Orsogna è stato sottoposto dagli operatori del 118 a terapia d’urgenza direttamente sul posto. Il ferito è stato sedato e posto in coma indotto e intubato prima del trasferimento a Pescara. Un intervento provvidenziale.

Una volta arrivato nel nosocomio pescarese il paziente è stato trasferito in sala operatoria. Come detto ora è ricoverato in Rianimazione. La prognosi è riservata e resterà tale almeno per le prossime 24 ore ma la reazione positiva del paziente alle cure induce all’ottimismo. Come spesso avviene in questi casi i medici preferiscono non sbilanciarsi. (p.c.)

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