Schiaffi in faccia alla commessa, arrestato

21 Aprile 2018

Scoperto l’autore dell’assalto a Lucci Arrosticini: è lo stesso bandito già accusato dei colpi a ripetizione nelle parafarmacie

CHIETI. Lei stava chiudendo la porta del negozio di arrosticini sulla Tiburtina, lui è arrivato da dietro senza farsi vedere e l’ha spinta dentro l’attività: «Dammi i soldi, io ti ammazzo», le ha urlato in faccia. Poi, un colpo al viso, che l’ha mandata in ospedale, e la fuga con i soldi in tasca da Sambuceto verso Chieti. Ma il rapinatore seriale, a distanza di un mese, è stato scoperto: secondo i carabinieri, è Gaetano Manzi, 29 anni, originario di Acerra ma residente a Chieti. Già in carcere per le rapine messe a segno a ripetizione tra Chieti, San Giovanni Teatino e Pescara, i carabinieri gli hanno notificato un’altra ordinanza di custodia per l’assalto a Lucci Arrosticini risalente al 16 febbraio scorso.
Si allunga la lista dei colpi contestati a Manzi che, tra gennaio e febbraio, ha seminato il panico assaltando parafarmacie e negozi: rapine lampo da pochi soldi, compiute a volto scoperto e riprese dalle telecamere di sorveglianza. Grazie a quelle immagini, gli investigatori hanno incastrato Manzi. A tradirlo sono stati i tre tatuaggi su mani e polso: una stella polare e altre due stelle con le lettere “d” e “p” scritte all’interno. E poi, ci sono i racconti delle vittime, che l’hanno riconosciuto dalle foto e anche dalla cadenza napoletana, e le testimonianze dei passanti incrociati per strada.
Anche la commessa di Lucci arrosticini l’ha riconosciuto: secondo i carabinieri di San Giovanni Teatino, guidati dal luogotenente Luigi Sicignano e coordinati dal maggiore Massimo Capobianco, Manzi avrebbe agito in un pugno di minuti. Prima la spinta per riportare nel negozio la commessa che stava chiudendo la porta e poi le minacce e le botte: Manzi avrebbe tenuto ferma la commessa prendendola per la testa e si sarebbe avventato sul registratore di cassa per afferrare l’incasso. Poi, prima di scappare, avrebbe sferrato uno schiaffo in faccia alla commessa. La donna è finita all’ospedale con una prognosi di 20 giorni.
L’elenco dei colpi che gli investigatori, sia carabinieri che polizia, attribuiscono a Manzi comincia il 24 gennaio scorso con la rapina da 50 euro in una parafarmacia di Sambuceto e continua, il 13 febbraio, con una rapina-fotocopia in un’altra parafarmacia, in via Venezia a Pescara. A distanza di tre giorni, il 16 febbraio, l’assalto a Lucci Arrosticini; due colpi a distanza di poche ore il 19 febbraio (ancora alla parafarmacia di via Venezia a Pescara e, poi, alla parafarmacia Teate di Chieti). Il 22 febbraio l’ultima parafarmacia rapinata, in piazza Sant’Andrea a Pescara.
Nell’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocato Roberto Di Loreto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.