Schianto fatale, l’ultimo saluto in diretta Zoom per evitare la folla

CHIETI. L’ultimo saluto, con tanto di annuncio sul manifesto funebre, c’è stato sulla piattaforma Zoom. Un modo per evitare assembramenti ai tempi del Covid. È accaduto ieri a Roccamontepiano, dove...
CHIETI. L’ultimo saluto, con tanto di annuncio sul manifesto funebre, c’è stato sulla piattaforma Zoom. Un modo per evitare assembramenti ai tempi del Covid. È accaduto ieri a Roccamontepiano, dove la famiglia di Pino D’Arcangelo, l’autotrasportatore di 61 anni morto in un incidente stradale la sera del Sabato Santo, si è affidata ai moderni mezzi tecnologici per evitare il tradizionale rito della stretta di mano e degli abbracci in un momento ancora estremamente delicato. «In ottemperanza alle norme anti-Covid», si legge sul manifesto, «i familiari chiedono di evitare le visite a casa. Se vi fa piacere, potete esserci vicini per un ultimo saluto a Pino in una videoconferenza che si svolgerà su Zoom». Poi, le istruzione per partecipare, con indicazione dell’Id e della password.
Così ieri pomeriggio, in tanti, compreso il sindaco Adamo Carulli, si sono collegati davanti al computer per fare sentire il proprio affetto, anche se virtuale, alla moglie Marisa, alla mamma Chiara e ai fratelli Osvaldo e Antonella. Vicinanza alla famiglia è stata espressa anche dai titolari e dai colleghi di lavoro dell’azienda Everiwhere srl. Sul luogo dello schianto, invece, qualcuno ha lasciato una pianta di violaciocca.
Erano da poco passate le sei di tre sere fa quando D’Arcangelo, che viaggiava sulla strada provinciale numero 8 Chieti-Roccamontepiano, ha perso il controllo della sua Alfa Romeo 166 in un tratto rettilineo leggermente in salita, ha invaso la corsia opposta ed è finito contro la pensilina di una fermata dell’autobus. Dopo il violento urto, la macchina si è capovolta, senza coinvolgere altri mezzi. Per Pino non c’è niente da fare: sbalzato fuori dall’abitacolo, è morto all’istante sull’asfalto bagnato. A ricostruire la dinamica dell’incidente sono stati i carabinieri della stazione di Casalincontrada, competenti per territorio.
«Pino era amico di tutti», ha detto il sindaco Carulli, «un gran lavoratore, dedito alla famiglia e agli affetti più cari. È assurdo che, dopo milioni di chilometri percorsi in quasi quarant’anni di attività, in Italia e in tutta Europa, la sua vita si sia conclusa a cento metri da casa». (g.let.)
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