Schianto mortale a Ortona Camionista a processo

1 Marzo 2019

Ad agosto 2016 l’incidente in cui perse la vita Massimo Macrini, 24 anni Finisce a giudizio il conducente della bisarca: è accusato di omicidio stradale

ORTONA. Un camionista è finito sotto processo con l’accusa di omicidio stradale per la morte di Massimo Macrini, 24 anni, operaio di Ortona con la passione delle moto. Si tratta di Giovanni Valentinetti, ortonese di 68 anni: ieri mattina il gup del tribunale di Chieti, Luca De Ninis, lo ha rinviato a giudizio.
L’incidente è avvenuto il 3 agosto del 2016 a Ortona, in via Civiltà del lavoro. Secondo l’accusa, come si legge sul capo di imputazione, l’uomo avrebbe causato il decesso del giovane «per negligenza e imprudenza». Era da poco passata la mezzanotte quando Massimo, in sella alla sua Yamaha Fz8, viaggiava da Caldari in direzione Ortona, sulla strada che dallo stadio porta al quadrivio per l’A14. Il giovane stava raggiungendo la sorella Erica dopo aver trascorso parte della serata a casa di un amico, a Villa Mascitti. Lo scontro si è verificato di fronte alla ditta Flacco, specializzata nella demolizione di veicoli. In base alla ricostruzione dell’incidente fatta dai carabinieri della Compagnia di Ortona, l’autoarticolato Iveco 190 - utilizzato per trasportare auto - era appena uscito dal piazzale dell’azienda e aveva quasi completato la manovra per immettersi sulla corsia opposta a quella di provenienza di Massimo. «Tenuto conto dell’orario (00.15)», scrive il sostituto procuratore Giancarlo Ciani, «Macrini, a causa dell’assenza sul rimorchio del veicolo Iveco delle prescritte bande riflettenti, non si avvedeva dello stesso andando violentemente ad impattarvi».
Il giovane è stato subito soccorso, ma ogni tentativo di salvargli la vita è risultato inutile: Macrini è morto sul colpo. Un dolore infinito per la famiglia del giovane: i genitori Giovanni e Maria Antonietta erano in vacanza al momento della tragedia. Massimo era molto conosciuto tra i giovani della sua città: dopo aver conseguito il diploma al Professionale di Ortona, si era messo a fare l’operaio. Lavorava con il papà nella ditta di famiglia, un’azienda specializzata nella realizzazione di impianti termo idraulici ed elettrici civili. In un primo momento, la Procura aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta. Il gip, però, ha disposto l’imputazione coattiva. Il processo nei confronti del camionista, assistito dall’avvocato Antonio Di Blasio, inizierà il 13 giugno davanti al giudice monocratico: avrà l’opportunità di difendersi e respingere la pesante accusa di omicidio stradale. L’imputato deve rispondere anche della violazione della norma sulla circolazione stradale in materia di «dispositivi di equipaggiamento dei veicoli a motore e dei loro rimorchi».
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