Schiarita alla San Marco: operai al lavoro

4 Novembre 2016

Rinnovato per tre mesi il contratto di affitto nei due stabilimenti. La vendita con due aste in un mese

LANCIANO. Sono tornati al lavoro negli stabilimenti di Lanciano e Atessa, i circa 200 lavoratori della San Marco, fabbrica del tessuto automotive che rifornisce la Sevel di componenti e lavorazioni per i furgoni commerciali, ma che da oltre cinque anni è al centro di una delicatissima gestione post fallimento. Il 31 ottobre scorso la direzione aziendale rappresentata dal gruppo Stola (oggi Blutec) di Torino (società che da anni porta avanti le attività della San Marco con contratti di affitto rinnovabili di volta in volta) avrebbe dovuto concludere l’acquisto dello storico marchio frentano, dato che scadeva l’ultimo termine di affitto. Secondo le indiscrezioni la vendita definitiva al gruppo Stola, unico acquirente che si è fatto avanti in cinque anni alle aste fallimentari, era data per certa al 90%. Ma all’improvviso la trattativa si è arenata. Mercoledì l’azienda si è trovata nelle condizioni di avere per le mani un contratto di affitto ormai scaduto senza aver concluso l’acquisto. Il tutto con gli ordinativi da portare avanti per la Sevel, nel pieno del suo picco produttivo.

Di qui la decisione forzata di lasciare i dipendenti fuori dai cancelli. Dalle cinque e mezzo del mattino di mercoledì il tam tam tra i lavoratori si è fatto serrato fino ad arrivare alla doccia fredda all’orario di ingresso in fabbrica che le linee si sarebbero fermate. Sempre mercoledì, in tarda mattinata, è stato tuttavia siglato un nuovo e, si spera, definitivo accordo. Il contratto di affitto è rinnovato per altri tre mesi (fino alla fine di gennaio), prorogabile fino a marzo. Da ieri sono quindi ricominciate le produzioni. La situazione sembra tuttavia essere ancora appesa a un filo. I circa 200 dipendenti, sfibrati da anni di tira e molla, si sentono ostaggio di uno scenario paradossale, con l’azienda che lavora, un gruppo che vuole acquistarla e un’inspiegabile fase di stallo che dura da troppo tempo. In molti hanno evidenziato la sensazione di sentirsi al centro di un braccio di ferro tra curatela e azienda acquirente, con già otto aste andate deserte e ancora nessuna prospettiva certa su cui fare affidamento. La curatela ha tuttavia garantito che la vendita sarà perfezionata entro la fine di gennaio con la programmazione di due aste, una il 15 dicembre e l’altra il 15 gennaio. A tentare di risolvere un impasse che potrebbe avere ripercussioni negative per 12mila lavoratori della Val di Sangro non si esclude un intervento direttamente da Torino, per voce di Fca (Fiat-Chrysler).

Daria De Laurentiis

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