Schiarita sulla Sevel Stellantis: l’azienda è strategica al gruppo

11 Marzo 2022

Riunione proficua nel giorno dello stop produttivo fino a lunedì «Qui nuovi modelli e nessuna sovrapposizione con la Polonia»

ATESSA. Conferma della conclusione del vecchio piano industriale Fca, strategie e investimenti per gli stabilimenti italiani del gruppo e perdurare della situazione di incertezza dovuta alla crisi mondiale dei semiconduttori, la pandemia da Covid e, non ultima la guerra in Ucraina. La virtuosa Sevel resta invece strategica per il gruppo. Si è tenuto ieri a Roma il tavolo di confronto al Mise di Stellantis con i ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando, il viceministro del Mise Gilberto Pichetto Fratin.
LA SITUAZIONE GENERALEPandemia, difficoltà per la componentistica, caro petrolio, guerra in Ucraina. Dal tavolo di lavoro con Stellantis ci si è alzati con un fardello di incertezze per il futuro. Ma l'impegno del quarto gruppo mondiale per la costruzione di automobili prosegue. Stellantis ha annunciato il lancio dei modelli Alfa Romeo Tonale, Maserati Grecale e Gran Turismo e Gran Cabrio; confermata la produzione della Panda fino al 2026 a Pomigliano d'Arco e ribadito l'impegno sullo stabilimento di Melfi.
SEVELProprio nella giornata delle grandi risposte sul futuro degli stabilimenti Stellantis in Italia, Sevel ha annunciato l'ennesimo stop produttivo per mancanza di materiale, nello specifico la scatola guida ZF. L'attività lavorativa è stata sospesa ieri dalle 14,15 fino alle 5,45 di lunedì 14 marzo. La produzione del furgone Ducato, salvo imprevisti, riprenderà sul primo turno di lunedì. In questi giorni di fermo lavora solo il reparto di ckd della Lastratura che produce per il Messico. Ma lo stabilimento di Atessa resta strategico per il gruppo, tanto che si è proceduto a produrre i marchi Opel e Vauxall in Val di Sangro. Lo conferma Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic. «L'azienda ha ribadito che non c'è e non ci sarà sovrapposizione produttiva con lo stabilimento polacco di Gliwice (che a brevissimo partirà con la produzione di 100mila furgoni commerciali all'anno, ndc)», spiega Di Maulo, «visto che lo spazio commerciale dei due stabilimenti è ampiamente sufficiente per confermare 300mila veicoli sia per il 2022 che per i prossimi anni a mercato costante. Ci sarà inoltre il lancio di 26 nuovi veicoli commerciali entro il 2030 e sul furgone full electric, sul quale lo scorso anno erano stati riscontrati dei problemi sul pianale, ora risolti, partiranno sicuramente i nuovi prototipi da Atessa». «Gli allarmismi degli ultimi mesi», gli fa eco Gianluca Gagliardi, Fismic Chieti, «hanno creato solo paura e preoccupazioni nelle maestranze e nell'opinione pubblica. Certo, molto bisogno fare, ma quanto rimarcato da Stellantis è positivo per il futuro dei dipendenti Sevel e dell'indotto».
FORNITUREResta grave il problema della componentistica e ci saranno nuove fermate. La guerra ha aggravato una situazione già drammatica. L'Ucraina è il principale fornitore di gas neon che serve per fare i microprocessori e realizza gran parte della componentistica automotive, come ad esempio i cavi elettrici.
LE PROSPETTIVE«Pandemia, transizione all’elettrico, crisi delle forniture e i tragici eventi bellici rappresentano un rischio gravissimo per l’automotive e per tutta l’industria», considerano Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, «di conseguenza il rinnovato impegno di Stellantis in Italia diventa ancor più prezioso». Per la Fiom sono «necessari un confronto e un accordo quadro con l'amministratore Carlos Tavares per garantire stabilimenti e occupazione con azienda e governo e non un confronto step by step». «Trattandosi di un piano che guarda fino al 2030», commentano Roberto Benaglia e Ferdinando Uliano, Fim, «è utile proseguire il confronto nei prossimi mesi con Stellantis per verificare gli altri aspetti necessari per dare continuità e sviluppo industriale e garanzie occupazionali».
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