Scienziata consegue il dottorato da casa

Di Paolo, 32 anni, discute la tesi sulla materia oscura collegandosi online con la Sissa di Trieste
CHIETI. Giovane scienziata abruzzese, Chiara di Paolo, 32 anni, consegue il Dottorato di ricerca (PhD) alla Scuola internazionale di studi superiori avanzati (Sissa) di Trieste, discutendo on line una tesi in astrofisica sulla "materia oscura" (dark matter), standosene tranquillamente a casa sua a Chieti. Anche i componenti della commissione e alcuni studenti della stessa Sissa erano connessi via Internet dalle loro case, mentre il marito, Domenico Di Sante, anche lui abruzzese di Teramo e ricercatore in Fisica della materia in Germania, ha seguito l'evento in collegamento WhatsApp.
La ricercatrice, dopo aver conseguito la laurea all'Università dell'Aquila si era trasferita a Trieste. Qualche mese fa è tornata insieme alla figlioletta Giulia, di tre anni, a far visita ai genitori, che vivono a Chieti. A causa dell'emergenza coronavirus, però, non è potuta ritornare a Trieste per il 16 marzo, data fissata per la discussione della tesi. Ma il coronavirus non ha fermata la giovane ricercatrice, che non si esime dal dare qualche consiglio a quanti intendono seguire il suo esempio. «Occorre», suggerisce, «eseguire delle prove prima della discussione, avere cura delle slide che vengono condivise sullo schermo di tutti i partecipanti ed evitare i rumori di sottofondo». L'argomento della tesi discussa da Chiara Di Paolo è di particolare fascino. Nel 2001 l'astronomo americano Bruce Margon in un'intervista al New York Times ha dichiarato: «È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90% della materia dell'Universo».
«La materia oscura», spiega la ricercatrice abruzzese, «è qualcosa di invisibile che manifesta la sua esistenza attraverso effetti gravitazionali sulla materia ordinaria, quella visibile. Pensiamo ad esempio a un ragazzino che fa ruotare un secchiello ad alta velocità. L'unico modo per mantenerlo in orbita circolare senza farlo “partire per la tangente” è quello di applicare una forza con il suo braccio che trattenga il secchiello. Qualcosa di simile accade anche nelle galassie rotanti a spirale, dove le stelle orbitano ad alta velocità, troppo elevata da essere mantenute in orbita dalla sola gravità dovuta alla materia ordinaria. Dunque c'è bisogno di una forza di gravità in più che le mantenga: si tratta della gravità dovuta alla presenza di materia oscura».
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