Scioperano i giudici di pace Stop a decine di piccole cause

CHIETI. Una protesta forte, di impatto, pensata per scuotere le coscienze e attirare l'attenzione sui tempi e sulle modalità della giustizia italiana alle prese con una nuova legge prevista dal...
CHIETI. Una protesta forte, di impatto, pensata per scuotere le coscienze e attirare l'attenzione sui tempi e sulle modalità della giustizia italiana alle prese con una nuova legge prevista dal governo. Sono in sciopero per una settimana, dal 29 settembre al 3 ottobre, i giudici di pace italiani contro la riforma della giustizia che prevede di fatto la soppressione di questa figura, primo argine per il cittadino per i contenziosi, entro un certo importo, civili, penali e del codice della strada, per accorparla ai tribunali ordinari. Lo sciopero viene portato avanti con decisione anche in Abruzzo che vede nel giudice teatino Maria Flora Di Giovanni, presidente dell'Unione Nazionale dei Giudici di pace. «La contestazione è forte - spiega la Di Giovanni - perché si sta praticamente distruggendo il primo grado di giudizio, con un'attività, che è quella dei giudici di pace, che copre il 60% di tutte la cause a livello nazionale. Il giudice di pace risolve la maggior parte dei problemi spicci dei cittadini e delle piccole imprese che vedrebbero in questo modo arretrata la loro domanda di giustizia. Questa riforma, invece di tendere ad aumentare le competenze dei giudici di pace, così come avevamo chiesto al ministro della giustizia Andrea Orlando, prevede la rottamazione della domanda di giustizia e nel contempo accresce i costi e i tempi della definizione dei processi». In media i processi nella provincia di Chieti tendono a risolversi in un anno, con la riforma, secondo la categoria, si rischia di accrescere a dismisura i tempi della giustizia. Contestato anche lo “statuto unitario” comprendente figure diverse di magistrati ed ausiliari «al solo scopo ed espediente di utilizzare gli scarni fondi assegnati ai giudici di pace – non integrati da aumenti Istat previsti dalla legge e dagli oneri per copertura previdenziale - per coprire la spesa per l’istituzione dell’ufficio del processo». (d.d.l.)

