Sciopero alla ex Blutec «Il futuro resta a rischio»
Atessa, oggi la protesta della Usb: ora è un miraggio la cessione al gruppo M.A. E la Failms denuncia: ancora fermi i lavori per aggiustare i macchinari rotti
ATESSA. Sciopero di 8 ore oggi alla ex Blutec (Ingegneria Italia), fabbrica dell’indotto Sevel per la produzione di longheroni e traverse sottoplancia per i furgoni, proclamato dall’Usb. Secondo il sindacato, dopo l’arresto del presidente Blutec Roberto Ginatta e l’ad Cosimo di Cursi e il sequestro di tutti gli stabilimenti del gruppo gestiti ora in amministrazione controllata da un curatore, le condizioni di lavoro dei dipendenti e il rapporto tra azienda e rappresentanze sindacali non sarebbe cambiato e tutto sarebbe stato lasciato in sospeso. «Di positivo», afferma Alessandro Sabella, rsu Usb Ingegneria Italia, «c’è il fatto che almeno il pagamento degli stipendi, con l’amministrazione giudiziaria, avviene regolarmente e puntualmente, ma nello stabilimento vige l’immobilità, il silenzio totale e si vaga nel buio. L’Usb ha più volte richiesto, anche all’attuale commissario, incontri su temi vitali per i lavoratori e l’azienda stessa, senza riuscire a ottenere alcuna risposta». L’Usb lamenta anche che sulla trattativa di cessione di Ingegneria Italia srl alla M.A. srl non si sia saputo più nulla e che, ad oggi, il passaggio di mano appaia più che mai come «un miraggio». «Ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali era stata chiesta collaborazione e pazienza», prosegue Sabella, «ciò è avvenuto, ma non siamo stati ripagati con la stessa moneta dalla controparte. Se la produzione viene realizzata, in condizioni ormai note a tutti, lo si deve grazie ai manutentori che mettono a disposizione la professionalità, la capacità e l’inventiva, allo spirito di responsabilità e alla volontà dei lavoratori».
Sul fronte manutenzione anche la Failms Chieti, per voce di Dino Arrizza della segreteria provinciale, chiede un incontro urgente con il commissario straordinario Giuseppe Glorioso dal momento che i lavori per sistemare i macchinari rotti «giacciono fermi in attesa dei relativi pagamenti» e che «l’azienda non può e non deve in alcun modo perdere le commesse in atto». Al commissario si chiede quindi di effettuare i bonifici alle imprese incaricate della sistemazione dei macchinari al più presto. E preoccupazione palpabile si registra anche in Sevel. «È inaccettabile non avere un interlocutore all’interno della ex Blutec», interviene Amedeo Nanni, rsa Fim in Sevel, «chiediamo con forza un incontro con il responsabile del personale di tutto il gruppo per avere chiarimenti sulla sicurezza sul lavoro dei dipendenti e sulla programmazione delle lavorazioni. Sevel ad esempio, ha già iniziato il piano ferie, ma i lavoratori ex Blutec non riescono a programmare ancora nulla».

