Sciopero alla Iscot, la Failms: «Contratti di lavoro irregolari»
Sciopero ieri alla Iscot, azienda che si occupa di pulizie civili e industriali allo stabilimento Sevel. A proclamare due ore di sciopero per ogni turno è stata la Failms provinciale che da tempo...
Sciopero ieri alla Iscot, azienda che si occupa di pulizie civili e industriali allo stabilimento Sevel. A proclamare due ore di sciopero per ogni turno è stata la Failms provinciale che da tempo denuncia alcune storture dell’azienda. Tra queste il fatto di «assumere lavoratori sia interinali che a tempo indeterminato con contratti di 14 o addirittura 8 ore settimanali e tenerli assunti per anni con questa tipologia di contratto pur facendoli lavorare 40 ore a settimana»; oppure l’«aver messo molti dipendenti in cassa integrazione Covid, ma contemporaneamente far fare molte ore di straordinario ad altri dipendenti». Ancora, la Failms denuncia che le «turnazioni spesso vengono comunicate solo il giorno prima» e che «solo ad alcuni lavoratori, sia Iscot che interinali, non viene riconosciuto il ticket restaurant previsto invece dal contratto di secondo livello» oltre al fatto che «l’azienda chiama a lavorare lavoratori che dovrebbero svolgere 7 o 8 ore al giorno per poi farli lavorare solo 4 ore dopo aver fatto 100 chilometri di strada tra andata e ritorno». Failms denuncia anche situazioni di «scarsa sicurezza» dal momento che alcuni lavoratori «vengono chiamati a lavorare il sabato notte, per poi tornare a casa a dormire qualche ora e recarsi di nuovo al lavoro la domenica pomeriggio». «Da anni», rimarca Remo Casalanguida della Failms provinciale, «abbiamo cercato di fare opera di persuasione per correggere le anomalie elencate, a nulla però è valso il nostro impegno se non ad aumentare di livello qualche lavoratore che per anni ha svolto mansioni superiori. Ci chiediamo se Sevel sappia di avere un’azienda che lavora al suo interno con queste caratteristiche. Se lo sa, perché non interviene? Abbiamo aperto diverse vertenze al giudice del lavoro e tante altre ne apriremo, oltre ad aver denunciato la situazione agli organi competenti e alla Procura». (d.d.l.)

