Sciopero alla Mevepa «Protesta infondata»
ATESSA. Una protesta immotivata che ha riguardato solo una minima percentuale di lavoratori e non punte del 90% come sostenuto dal rappresentante della Uilm, Achille Di Sciullo. L’amministratore...
ATESSA. Una protesta immotivata che ha riguardato solo una minima percentuale di lavoratori e non punte del 90% come sostenuto dal rappresentante della Uilm, Achille Di Sciullo. L’amministratore unico e legale rappresentante della società Mevepa srl, Novellino Totaro, interviene a seguito della protesta inscenata nei giorni scorsi dai dipendenti e dello sciopero indetto dalla Uilm a causa di «ritardi nei pagamenti degli stipendi e di un cattivo rapporto della forza operaia con la direzione aziendale». Lo sciopero era rientrato, per ammissione della stessa Uilm, a seguito dell’accredito degli stipendi dopo una giornata e mezza di protesta. Ma Totaro smentisce le accuse del sindacato e ribadisce il suo forte attaccamento all’azienda, la Mevepa srl, il cui nome deriva dalle iniziali dei nomi dei suoi figli. «Tale realtà aziendale», precisa il titolare, «negli ultimi tempi è in continua crescita essendo passata dai 30 dipendenti di qualche anno fa ad oltre 120 unità lavorative nell’ultimo anno, assumendo tutti lavoratori del distretto, con possibilità di ulteriore crescita nel prossimo periodo».
Quanto allo sciopero di venerdì scorso l’azienda rileva che ad incrociare le braccia sono stati «solo 15 dipendenti della Mevepa e una decina della Progetto Meccanica srl, società quest’ultima rilevata solo a febbraio e che, in seguito all’acquisizione da parte di Mevepa, ha ripreso la produzione a pieno regime, tanto è vero che i lavoratori che da anni erano in cassa integrazione a rotazione sono tornati a lavorare a pieno ritmo». «Quelli che hanno partecipato allo sciopero rappresentano appena il 15% dei dipendenti Mevepa», prosegue Totaro, «e la produzione è andata avanti regolarmente». Precisazioni vengono fatte anche per i presunti scontri e toni accesi tra il titolare i gli operai impegnati nello sciopero. Secondo l’azienda i carabinieri non hanno effettuato alcun intervento all’interno dei locali della Mevepa. «L’azienda», rimarca ancora l’imprenditore, «ha sempre pagato con regolarità i salari e nei numerosi anni di attività lo stipendio è sempre rimasto una certezza per i dipendenti, anche in un periodo come questo in cui molte aziende hanno chiuso i battenti ed altre sono in gravi difficoltà. Smentisco anche che alcuni dipendenti siano andati via dall’azienda per ritardi nei pagamenti o perché “sfibrati dalla situazione”. Anzi, il numero dei lavoratori è aumentato». (d.d.l.)
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