Sciopero del panino: nuovo menù a scuola

31 Maggio 2016

Sindaco e assessore promettono anche di modificare le tariffe: insomma retromarcia a tutto campo

CHIETI. Ulteriore diversificazione delle tariffe, nuovi menù scelti insieme alla clinica pediatrica del professor Francesco Chiarelli e istituzione della Commissione mense. È quanto il sindaco Umberto Di Primio e il suo vice, Giuseppe Giampietro, hanno promesso ai genitori che fanno parte dell’Osservatorio Mense Abruzzo, preoccupati per la qualità del servizio di refezione e i rincari previsti a partire da settembre.

Il sindaco è disposto a venire incontro alle esigenze dei genitori e, dopo aver incontrato la scorsa settimana presidi e rappresentanti dei consigli d’istituto, ieri mattina ha incontrato anche i rappresentanti dell’Osservatorio. A seguire il solo Giampietro ha nuovamente incontrato i dirigenti scolastici dei quattro istituti comprensivi cittadini e i rappresentanti dei consigli di istituto per valutare, sulla base di alcune proposte, la rimodulazione delle tariffe da applicare al servizio di refezione scolastica e i dati di incidenza sul bilancio comunale. Un incontro, però, di cui non tutti erano a conoscenza.

Non ne sapeva nulla, ad esempio, il presidente del Consiglio d’istituto del terzo circolo, quello dove è divampata la polemica, Vincenzo Trozzi, che comunque si dice soddisfatto per la piega che hanno preso le cose: «Si sta discutendo in maniera costruttiva», ha detto, «adesso staremo a vedere quali saranno i frutti». Ma alla scuola primaria di via Amiterno, che fa parte dell’istituto comprensivo 3, diretto da Paola Di Renzo, la protesta non è cessata. Visto che la Di Renzo ha impedito ai bambini di poter consumare i loro panini a mensa, attenendosi al regolamento che vieta l’introduzione di cibo da casa, le cinque agguerrite mamme in protesta hanno acconsentito che i loro figli consumassero il pasto a mensa, ma si sono rifiutate di pagare il buono pasto.

Alle cinque si è aggiunta una sesta mamma e se lo sciopero del panino, trasformatosi nello sciopero del buono-pasto, dovesse prendere piede (come pare), per il Comune non sarebbero buone notizie. (a.i.)