Sciopero del panino: stop dalla dirigente

26 Maggio 2016

La Di Renzo: protesta giusta, ma a scuola niente politica. L’assessore alle mense: questa è una strumentalizzazione

CHIETI. Escono dalla scuola di via Amiterno alle 16.30 e mostrano i loro panini in mano. Non li hanno potuti mangiare.

La preside li ha costretti a tenerli nello zaino e a sedersi regolarmente a tavola insieme ai loro compagni. Ed è così che la dirigente dell’istituto comprensivo 3, Paola Di Renzo, ha dato lo stop alla protesta del panino, voluta dai genitori (pochi a dir la verità) contro il caro-mense. L’idea era quella di boicottare il servizio dalle tariffe rincarate e dalla dubbia qualità, facendo mangiare ai bambini del cibo preparato da casa. Ma nelle scuole di oggi, nessun tipo di alimento può essere portato da fuori. E così la Di Renzo ha bloccato tutto.

Almeno per quanto riguarda le scuole del comprensivo 3, perché pare comunque che anche in altre scuole, come la Ortiz e il Villaggio Celdit, ci si stia organizzando con manifestazioni simili. E se le mamme in protesta, non solo e non tanto per il caro-mensa quanto soprattutto per la qualità del cibo, annunciano che non si arrenderanno, la Di Renzo, dall’altra parte, non ha intenzione di recedere, trovando sponda nel vice sindaco Giuseppe Giampietro che tuona: “Vietato strumentalizzare la scuola”. Allusione al fatto che le mamme in protesta si erano rivolte in maniera naturale, assicurano loro stesse, e non politicizzata, al consigliere d’opposizione Luigi Febo, che stava portando avanti per conto suo, a livello consiliare, la battaglia contro i rincari. E così ieri mattina, il consigliere che continua a chiedere di annullare la delibera sugli aumenti e le mamme preoccupate per i loro figli hanno deciso di incontrarsi e di unire le forze. Ma a stoppare tutto ci ha pensato la preside dal rassicurante sorriso e il pugno di ferro.

La mattinata è iniziata con il manipolo di agguerrite mamme che ha deciso di mandare a scuola i figli col panino. Ne incontriamo tre davanti al plesso di via Amiterno. Le signore Guendalina Giannini, Simona Massa e Daniela Fois spiegano che i rincari sono solo «la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Da tempo chiedono più controlli sulla qualità del cibo. Sono troppi, dicono, gli alunni che tornano a casa saltando i pasti. Parlano di «pasta completamente scotta», sugo dallo «strano colore giallastro» (lo capiscono dalle macchie sui vestiti dei figli), frutta troppo matura e hamburger «di cartone».

L’anno scorso sono state ricevute dall’assessore Giampietro a cui hanno espresso tutte le loro lamentele. Ma non è cambiato nulla. Della storia dei panini hanno provveduto ad avvertire, tramite mail, anche la preside che, evidentemente, ha studiato le proprie contromisure. «Una protesta legittima», dice la Di Renzo, «ma non se fatta in questo modo. Non fatta, cioè, all’interno della scuola. Va portata, invece, nelle sedi opportune. A mensa, inoltre, non può entrare cibo portato da fuori, anche per tutelare gli altri alunni. Quindi delle due alternative: o far mangiare il panino fuori dalla mensa, rischiando di isolare e discriminare i bimbi col panino, o farli sedere insieme agli altri non facendogli consumare il panino. Io ho scelto la seconda strada».

La preside dà anche i numeri della protesta: «Su 800 alunni del nostro comprensivo, solo 5 hanno portato il panino. La scuola», conclude la preside, «non può diventare terreno di strumentalizzazione politica». Stesso concetto ripreso da Giampietro che parte proprio da questi numeri per attaccare i due consiglieri portabandiera della protesta sui rincari,

Febo e Alessandro Marzoli: «Ciò dimostra come sia fallito il tentativo, cavalcato dai consiglieri di opposizione Febo e Marzoli, di strumentalizzare una vicenda che questa amministrazione sta affrontando con equilibrio e senso di responsabilità.

Quanto ai menù, stiamo organizzando degli incontri con tutte le parti interessate, coinvolgendo docenti e nutrizionisti, al fine di ottimizzare il più possibile l’appetibilità dei cibi in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico».

E se sarà così, le mamme di via Amiterno avranno comunque portato a casa un importante risultato. Quanto alla delibera che ha sancito gli aumenti, il sindaco Di Primio assicura che verrà sicuramente rivista: «Lunedì prossimo», dice il sindaco, «avremo un altro incontro con i dirigenti scolastici e i rappresentanti del mondo della scuola. Il nostro tentativo è quello di diversificare maggiormente le fasce di reddito e di inserire sgravi per le famiglie con più di un figlio».

Quanto alla richiesta di annullare la delibera fatta da Febo: «La delibera non deve essere affatto ritirata, come sostiene Febo. E noi infatti non l’annulleremo». Per la qualità dei menù, infine, si era battuto, anche pubblicamente su facebook, nonostante l’appartenenza politica, il consigliere forzista Emiliano Vitale che ha proposto una propria ricetta per migliorare il servizio mensa.