Sciopero Honeywell «Vogliamo lavoro e turbo da produrre»

24 Giugno 2015

ATESSA. Chiedono più lavoro e più turbo da produrre i rappresentanti sindacali dei lavoratori (rsu) di Fim, Fiom e Uilm della Honeywell che oggi hanno dichiarato lo sciopero nelle ultime quattro ore...

ATESSA. Chiedono più lavoro e più turbo da produrre i rappresentanti sindacali dei lavoratori (rsu) di Fim, Fiom e Uilm della Honeywell che oggi hanno dichiarato lo sciopero nelle ultime quattro ore di ogni turno. La protesta è stata decisa in seguito a diversi incontri con la direzione aziendale che ha illustrato alle rsu le previsioni sui volumi futuri.

Lo stabilimento di Atessa della multinazionale americana che produce turbocompressori per auto di media e alta cilindrata, quest’anno ha realizzato 230mila turbo nel primo trimestre, 255mila nel secondo, mentre nel terzo e quarto è prevista una produzione di 155mila pezzi a trimestre per un totale di circa 770mila turbo, un numero in netto calo rispetto ai 940mila pezzi dello scorso anno. Per il prossimo anno la produzione dovrebbe attestarsi ancora sui 770mila turbo, troppo pochi secondo i rappresentanti sindacali che contestano aspramente il piano dei volumi e la politica di "delocalizzazione verso siti low cost messa in atto dall’azienda. «Dopo un anno di sacrifici», sottolineano le rsu Fim, Fiom e Uilm, «abbiamo uno stabilimento che ha dei parametri di eccellenza e che dalle ultime visite sull’Hos (Honeywell operating system) risulta essere lo stabilimento con il punteggio più elevato. Nonostante questo l’azienda continua ad avere lo stesso piano produttivo dello scorso anno e come rsu, oggi come ieri, ribadiamo ancora fortemente la nostra contrarietà a questa logica di capitalismo esasperato». «In questa crisi, che è globale e complessa», proseguono i rappresentanti sindacali, «non si può solo aspettare la ripresa, nè accettare un’economia usa e getta in cui tutto è già deciso e predeterminato e in cui i lavoratori non abbiamo un ruolo attivo nelle scelte determinanti della loro vita. Accettiamo le sfide, ma non i ricatti ed è in questa ottica che abbiamo deciso di proclamare delle azioni di lotta per mandare un messaggio chiaro a chi decide oggi del nostro futuro. Vogliamo discutere con l’azienda di nuovi progetti e nuovi prodotti e di un piano strategico in cui lo stabilimento di Atessa torni ad avere un ruolo da protagonista».

La fabbrica è in cassa integrazione straordinaria per 188 lavoratori. (d.d.l.)

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