Sciopero metalmeccanici, l’adesione è alta
Punte del 100% nelle fabbriche dove si protesta per il contratto. Cgil, Cisl e Uil: «Lavoratori uniti»
LANCIANO. Sciopero di 4 ore ieri da parte dei circa 12.000 metalmeccanici della provincia di Chieti, di tutte e le maggiori sigle sindacali (Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm- Uil) per dire “no” alla proposta contrattuale di Federmeccanica che, praticamente, abolisce il contratto nazionale del lavoro. E una lettera inviata ai sindaci della provincia e ai politici per spiegare cosa sta accadendo nel settore metalmeccanico affinchè sostengano i lavoratori. Mobilitazione ieri da parte dei lavoratori metalmeccanici e dei sindacati che da mesi protestano contro Federmeccanica che nell’atto del rinnovo del Ccnl, scaduto a fine dicembre, ha fatto una proposta di contratto che porterebbe alla cancellazione delle tutele dei lavoratori del settore, che sono circa 12.000 nella sola provincia di Chieti (Sevel esclusa).
«C’è unità dei lavoratori», commenta Domenico Bologna (Fim-Cisl), «di fronte a un passaggio storico che vede Federmeccanica chiusa nella sua proposta contrattuale, che riconosce un aumento salariale soltanto al 5% dei lavoratori, un solo livello contrattuale rispetto ai due previsti oggi, limita fortemente il potere di acquisto dei salari ed esclude dai diritti e dalle tutele le nuove forme di lavoro. Nonostante il contratto sia scaduto da più di sette mesi, non possiamo trovare un’intesa per il rinnovo se si tratta in questi termini». «È una proposta che porta miglioramenti solo alle aziende e non ai dipendenti», aggiunge Davide Labbrozzi (Fiom-Cgil), «si attaccano ore di lavoro e salari, le basi di ogni contratto. Si chiedono ore di lavoro in più, la formazione pagata dal lavoratore, gli straordinari fino a 40 ore sono pagati come tali, oltre si torna alla paga ordinaria. Una devastazione, per questo l’adesione allo sciopero è stata altissima, fino al 100% in alcune aziende». «Si aprirebbero scenari apocalittici con il contratto di Federmeccanica», chiude Nicola Manzi (Uilm-Uil), «i salari dei metalmeccanici, i più bassi d’Europa, perderebbero ancora potere d’acquisto. Auspichiamo un contratto che tuteli tutte le forme di lavoro e l’occupazione». (t.d.r.)
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