Sciopero sospeso alla Baomarc: incontro tra azienda e sindacati

Adesione dell’80% alla protesta indetta sul premio di risultato e sull’inquadramento professionale Confindustria convoca un vertice per mercoledì prossimo per ricomporre il tavolo della trattativa
ATESSA. Massiccia l'adesione allo sciopero indetto ieri in Baomarc dalle segreterie di Uilm, Fim e Fiom unitamente alle rsu di stabilimento. Oltre l'80% dei lavoratori ha incrociato le braccia sulle questioni portate all'attenzione della direzione aziendale riguardo la necessità di concludere in tempi brevi la contrattazione per il premio di risultato e per l'inquadramento professionale dei lavoratori. Sindacati e operai avevano ritenuto insufficiente la proposta aziendale chiedendo di estendere a tutti i lavoratori l'aumento salariale sui livelli. Altre richieste riguardano le maggiorazioni notturne al 50% e diurne al 30%, i ticket restaurant del valore di 8 euro e il calcolo del premio di risultato in base agli indicatori della piattaforma contrattuale.
I rapporti con l'azienda si erano fatti tesi nel corso della mattinata. In risposta alla dichiarazione di sciopero l'azienda aveva replicato di interpretare l'astensione dal lavoro come «una chiara volontà della parte sindacale a rompere le trattative in corso». La direzione aziendale ha espresso anche «rammarico nel constatare l'inutilità degli sforzi compiuti in una difficilissima contingenza economica e produttiva per cercare di offrire misure concrete di sostegno in favore dei dipendenti Baomarc».
Lo sciopero è stato tuttavia sospeso nel tardo pomeriggio con la convocazione, da parte di Confindustria, di un incontro mercoledì 30 novembre, alle ore 10, nella sede dell'associazione a Mozzagrogna per «ricomporre il tavolo della trattativa». L'allerta resta comunque alta. La Uilm, per voce del rappresentante della segreteria di Chieti-Pescara, Achille Di Sciullo, ha fatto riferimento anche a problemi di sicurezza all'interno dello stabilimento. Baomarc impiega attualmente 135 dipendenti in due stabilimenti a Lanciano e in Val di Sangro e si occupa della realizzazione di lavorazioni in acciaio per Sevel e per il gruppo motoristico Stellantis di cui anche Sevel fa parte. L'azienda ha preso parte alla riconversione dello stabilimento ex Honeywell chiuso nel 2018, impegnandosi a ricollocare 162 lavoratori licenziati, di cui tuttavia, ne ha assunti, al momento, 35.
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