Scippo dell’ex Arpa, il silenzio di Di Primio

25 Luglio 2016

I soli a reagire per il trasferimento della sede Tua a Pescara sono Febbo e Vitale: «E’ una furbata»

CHIETI. Forza Italia insorge contro lo “scippo antidemocratico” della sede di Tua da parte di “D’Alfonso & C”. Le prime reazioni alla decisione di spostare dalla storica sede dell’ex Arpa di via Herio il nuovo quartier generale di Tua, che ora gestisce il trasporto pubblico abruzzese, nell’ex Gtm a Pescara, arrivano con una nota scritta a quattro mani dal consigliere regionale forzista e presidente della Commissione regionale di vigilanza, Mauro Febbo, e dal consigliere comunale dello stesso partito Emiliano Vitale. Silenzio, almeno sinora, da parte del sindaco Umberto Di Primio e nessuna voce anche dalle file dell’opposizione. Febbo, invece, ricorda come fu proprio lui a sollevare il problema della sede di Tua nel consiglio regionale dedicato alla costituzione dell’azienda unica di trasporto regionale. In quella occasione, tra i tanti emendamenti, il consigliere regionale teatino ne propose uno che chiedeva il mantenimento della direzione della nuova società nella sede originaria e storica di via Herio, a Chieti. L’emendamento è stato approvato dal Consiglio regionale, ma le sue volontà evidentemente aggirate. Bypassate, dice Febbo, da una “furbata”. Nel senso che lo spostamento non è stato deliberato dal Consiglio regionale, che si era già espresso in maniera contraria a riguardo, ma è stato deciso dal consiglio d’amministrazione di Tua, che, rimarca l’esponente di Forza Italia, viene «nominato totalmente dalla Regione e quindi dallo stesso presidente Luciano D’Alfonso».

«Non è nuovo l’atteggiamento da parte di D’Alfonso nel disilludere o snobbare decisioni pienamente democratiche assunte dall’assise regionale, basta ricordarne una su tante: la “disattesa” risoluzione sulla non chiusura dei punti nascita», conclude Febbo, «per costruire una Regione fatta a misura di qualcuno e qualcosa ma non sicuramente degli abruzzesi».

«A cosa serve il Consiglio regionale», continua il consigliere comunale Vitale, «se poi si adottano stratagemmi grazie a consigli d’amministrazione nominati "ad hoc" per perseguire progetti che danneggiano e volti ad umiliare la città di Chieti. Complottismo? Forse sì, un riscontro reale visto che, dopo la sanità privata smembrata a Chieti e ridotta poco più ad ambulatori ed Rsa, e tanti altri finanziamenti per eventi e altro azzerati. Forse qualche sospetto è legittimo». Per Vitale, infine, il presidente di Tua, Luciano D’Amico, «sembra prendersi gioco della città, quando dichiara di voler lasciare il deposito a Chieti, forse non ricorda, volutamente, che per quello sì, paga un affitto ad un privato». (a.i.)