Scippò una donna, 2 anni e 2 mesi

Pena esemplare per il giovane di Guardiagrele assolto dal giudice per due rapine al discount Dico
CHIETI. É stato condannato a due anni e due mesi di reclusione per uno scippo ai danni di una donna di Guardiagrele, compiuto il 14 giugno del 2013, ma è stato assolto per le rapine avvenute nel discout Dico il 30 luglio e il 28 giugno dello stesso anno. Luca Marroncelli, 27 anni, di Guardiagrele, ieri è stato giudicato con rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Paolo Di Geronimo. Assistito dall’avvocato Emanuele Iezzi, il giudice ha ritenuto validi gli argomenti difensivi relativamente alle due rapine e a un furto di una targa, ma ha inflitto quella che si dice una pena esemplare per lo scippo ai danni di una donna. Le rapine invece avvennero nel discout di Guardiagrele ma non ci sono prove certe che sia stato Marroncelli a compierle. Complessivamente il bottino di quei due raid ammontano a 6 e 500 euro.
Luca Marroncelli è personaggio conosciuto alle forze dell’ordine, con una vita piuttosto movimentata e una serie di procedimenti pendenti. È infatti agli arresti domiciliari, in regime cautelare, perché lo scorso 8 luglio, in concorso con un 17enne, assicurato ad una comunità educativa di Montesilvano, avrebbe sferrato pugno al viso di un 30enne incontrato in via Roma per rubargli il portafogli. I due giovani, in un gruppo di quattro, hanno incrociato il 30enne, C.C., che hanno fermato minacciandolo affinché consegnasse loro il portafogli. Il no di questi è sfociato nel pestaggio. Durante l'aggressione, il minorenne, prima di darsi alla fuga senza portare via nulla, ha sferrato un pugno all'uomo del portafoglio. Marroncelli si è reso protagonista di un’altra vicenda ma questa volta nella parte della persona offesa. Lo scorso giugno sarebbe stato aggredito dal cognato Benito Baldassarre, 37 anni, che dopo una lite lo avrebbe colpito con un coltello. Arrestato, Baldassarre nell’udienza di convalida davanti al giudice invocò la legittima difesa: si sarebbe difeso di fronte all’aggressione di Marroncelli. Il motivo alla base della lite, racconta Baldassarre avvenuta in uno degli edifici popolari di via Anello dove abita la comune suocera un giubbotto. Legato ad una rapina. Il malvivente portava un giubotto del quale si sarebbe poi disfatto. Tra i sospettati c’era Marroncelli. Ma l’indumento in realtà era del cognato di Marroncelli, appunto Baldassarre. Che per fugare ogni dubbio su sue presunte responsabiità andò dai carabinieri e disse che il giubotto era suo ma che con la rapina non c’entrava nulla. (k.g.)
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