Sclerosi multipla, riconoscimento al San Pio

Pubblicato su una rivista internazionale lo studio sulla diagnosi eseguito da un’équipe di ricercatori
VASTO. Il “San Pio” guadagna un posto di primo piano sulla stampa internazionale. Il nome dell’ospedale vastese viene citato su una rivista scientifica specializzata e questa volta per un traguardo prestigioso raggiunto da un équipe di ricercatori che si sta occupando della sclerosi multipla. Gli studi eseguiti a Vasto avrebbero confermato l’utilità di un nuovo marcatore vascolare per la diagnosi.
La rivista scientifica “Phlebology” della prestigiosa Royal society of medicine ha pubblicato un articolo sulla “Fotopletismografia cerebrale transcranica”, tecnica che si è rivelata utilissima per studiare le venule della corteccia cerebrale nei pazienti con sclerosi multipla. Alcuni ricercatori dell’ospedale San Pio di Vasto, hanno valutato l’utilità della “fotopletismografia cerebrale transcranica” nella cura dei pazienti con sclerosi multipla. «Sono stati studiati 38 pazienti affetti da sclerosi multipla, secondo i criteri rivisti di McDonald (12 uomini e 26 donne). L’età media dei pazienti era di 48 anni. Il valore medio della scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla da 2.6 a 2.1. I dati sono stati confrontati con 20 controlli fatti su pazienti sani di pari età e sesso», spiega Alessandro Rasman, triestino, dipendente dell’Università di Trieste, rappresentante dell’associazione Codici ed egli stesso malato di sclerosi multipla dal 2002 .
«Attraverso la fotopletismografia cerebrale transcranica, una tecnologia sicura e non invasiva, è stato misurato l’aumento del volume sanguigno cerebrale durante la compressione delle vene giugulari. L’aumento del volume sanguigno cerebrale era significativamente inferiore nei pazienti con sclerosi multipla».
Secondo gli autori è stato riscontrato un lieve aumento del volume sanguigno cerebrale sulla corteccia nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Potrebbe essere un nuovo marcatore utilissimo per la cura della grave patologia che affligge un gran numero di persone. È probabile che il risultato sia solo un punto di partenza verso altri prestigiosi traguardi.
La città ha appreso con soddisfazione della presenza degli studiosi nel nosocomio vastese. L’auspicio è che in futuro possano essere raggiunti altri risultati positivi anche in altri settori nonostante la crisi e la mancanza di risorse economiche. (p.c.)
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