Scompare papà di 43 anni, è un mistero

Diego Morabito ha fatto perdere le tracce da domenica sera: il suo cellulare localizzato a Pescara prima di essere spento
RIPA TEATINA . L’ultima traccia che porta a Diego Morabito conduce nel pieno centro di Pescara. È la notte tra domenica e lunedì quando il 43enne di Ripa Teatina, scompare nel nulla. Sono giorni di angoscia per l’intero paese, dove l’uomo è conosciuto da tutti. A lanciare l’allarme è stata la madre, Anna, che ha presentato una denuncia ai carabinieri della stazione di Villamagna. Sono scattate immediatamente le ricerche, rimaste finora senza esito.
In base alla ricostruzione dei familiari, nel tardo pomeriggio di domenica Morabito riaccompagna la figlia dodicenne nella casa della ex compagna, che vive nei pressi delle “Quattro strade” tra Miglianico e Ripa Teatina. Sono le 19.30 circa. Subito dopo avrebbe dovuto fare ritorno nella sua abitazione, almeno secondo quanto ammesso poco prima a un amico. E invece la porta di casa non l’ha mai aperta. «Dopo la separazione Diego è tornato a vivere con la mamma e il fratello Vincenzo, nel centro di Ripa Teatina», racconta il cugino dello scomparso, Alessandro Ciccone. «Quella stessa notte avrebbe dovuto accompagnare il fratello per un intervento a Bologna. Alle 3 era prevista la loro partenza. È stato proprio il fratello che, non vedendolo rientrare, intorno alle 5 mi ha chiamato per chiedere se stesse dormendo da me». Ma la risposta è stata negativa.
Da lì l’allarme: il 43enne, operaio in un’impresa edile, indossa una giacca marrone, pantalone grigio e scarpe da tennis nere. Non si trova nemmeno la sua auto, una Fiat Panda grigia metallizzata targata CZ727KR. C’è chi segnala di averlo visto domenica pomeriggio al centro commerciale di Megalò in compagnia di una ragazza: «Dalla descrizione sembrerebbe essere la figlia», dice il cugino Alessandro, che fino a qualche mese fa era il titolare della pizzeria “Doppio Zero” a Chieti alta, dove Morabito ha lavorato per diversi anni. Un altro avvistamento porta al distributore di benzina non lontano dal comando dei vigili del fuoco di Chieti. Sarebbe stato notato lì da un conoscente intorno alle 21.30 di domenica, accanto a un’auto scura che però non è la sua. E a quella stessa notte risale la cella telefonica agganciata a Pescara. Poi il buio.
«Non ha mai dato segnali di disagio», raccontano i familiari, «fino al giorno prima della scomparsa era sorridente alla festa di compleanno del nipote. Lo aspettiamo a casa».
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