Scontro Comune-dirigenti Premio pagato dopo 3 anni

L’amministrazione dimentica di valutare i rendimenti degli uffici e l’indennità non scatta Solo alla minaccia dei funzionari di fare causa la giunta stanzia l’extra di 43mila euro
CHIETI. Per tre anni l’amministrazione Di Primio ha dimenticato di «valutare» il rendimento dei suoi dirigenti comunali. Una dimenticanza che, adesso, costa 43mila euro. È questo l’importo da versare a 5 dirigenti che hanno minacciato di fare causa al Comune. Una mini stangata per le casse disastrate del Comune ormai vuote.
Le carte ufficiali del Comune dicono che «a decorrere dall’anno 2014 non è stato attivato dall’ente il sistema di valutazione annuale per cui i dirigenti non sono stati sottoposti ad alcuna valutazione». La valutazione del risultato dei dirigenti, se «positiva», non è affatto una formalità perché al raggiungimento degli obiettivi è legato un premio in denaro come previsto dal contratto di lavoro nazionale. Di fronte alla mancata valutazione e al mancato pagamento, i dirigenti hanno protestato: con una lettera riservata del 24 maggio scorso, hanno segnalato al Comune il rischio di perdere l’indennità extra «pur essendone provata la sussistenza del diritto, dal momento che», recita la nota, «l’ente si è avvalso della prestazione lavorativa degli stessi al fine del conseguimento degli obiettivi dei diversi settori, configurandosi per gli stessi un danno concreto e attuale». I dirigenti hanno fatto capire ai vertici dell’amministrazione che, in mancanza di un accordo, avrebbero fatto causa al Comune. A questo punto, con una nota del 29 novembre scorso, l’Organismo interno di valutazione (Oiv) ha appoggiato la proposta dei dirigenti e consigliato all’amministrazione di arrivare a un accordo ma ha rivelato anche che ormai non è più possibile valutare l’operato «per mancata nomina» dell’ente di controllo. Quindi, sì a un accordo ma «in assenza di valutazione».
La giunta del sindaco Umberto Di Primio, «riconosciuta la convenienza dell’ente all’accordo transattivo», ha detto sì al pagamento tardivo per un totale di 43.656,48 euro – «pari al 10% della retribuzione di posizione per gli anni 2014, 2015 e 2016» – destinato a 5 dirigenti sui 6 del Comune: Paolo Intorbida (dirigente ai Lavori pubblici), Silvana Marrocco (Urbanistica), Franco Rispoli (Finanze), Francesco Palumbo (Politiche sociali) e Alfredo Angelucci (Politiche della Casa): a ognuno dei dirigenti, andrà una somma compresa tra 8.366 euro e 8.836 euro. Si tratta dei 5 che hanno proposto l’accordo: non ha aderito il dirigente Giuseppe Di Paolo.
Il segretario generale Celestina Labbadia ha fatto da mediatrice durante la trattativa e i dirigenti hanno accettato l’offerta firmando un atto di transazione «a tacitazione di ogni possibile lite giudiziaria». L’accordo mette per iscritto che non esiste responsabilità per il mancato pagamento: «Tale definizione non comporta riconoscimento di colpa in quanto, linea generale, la transazione ha la finalità di definire o prevenire una lite attraverso reciproche concessioni».
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