Scontro con il sindaco, Festa si dimette

20 Maggio 2018

Prosegue la lite sulle bollette Tari in ritardo e gli incassi mancati: il capo della Teateservizi pronto a lasciare dopo 7 mesi

CHIETI. «Comunico l’intenzione di rassegnare le mie dimissioni dall’incarico». Dopo le accuse del sindaco Umberto Di Primio alla Teateservizi per le riscossioni mancate, arriva la presa di posizione dell’amministratore unico Carlo Festa, al timone della partecipata comunale soltanto da 7 mesi: Festa è pronto a lasciare dopo l’attacco del sindaco considerato «offensivo». Ed è uno scambio di accuse tramite lettere quello in corso tra Di Primio e Festa, con gli assessori a fare da spettatori che leggono tutto in quanto destinatari per conoscenza delle missive ma restano in silenzio.
ACCUSE VIA POSTA. Il primo a scrivere, il 1 è stato il sindaco che scarica proprio sulla Teateservizi le responsabilità della crisi finanziaria del Comune con le bollette della Tari inviate in ritardo, lo smacco della chiusura della piscina per la corrente elettrica tagliata causa bollette non pagate, le code agli sportelli e le proteste dei cittadini; Festa replica che è vero che «bisogna riscuotere 60 milioni di euro di residui» ma sottolinea che si tratta di «entrate che avrebbero dovuto essere riscosse negli anni passati, risalenti anche fino al 2003». E Festa sottolinea che «la grave situazione finanziaria del Comune fonda le sue origini negli anni passati e non può essere in alcun modo ricondotta all’attuale gestione della Teateservizi che, al contrario, sta affrontando la situazione di emergenza nel migliore dei modi». Secondo l’amministratore, mettere le pezze ad anni e anni in cui il Comune non si è fatto pagare le tasse è un’«impresa impossibile» che però, adesso, sarebbe partita.
TARI IN RITARDO. Sulle bollette Tari in ritardo – stanno arrivando proprio in questi giorni a fronte della scadenza fissata al 15 aprile –, Festa spiega che l’approvazione delle tariffe in consiglio comunale è arrivata soltanto il 31 marzo scorso: «Quanto deliberato», spiega l’amministratore, «ci è stato comunicato il 6 aprile e si può facilmente intuire quali siano i motivi della mancata consegna degli avvisi entro la scadenza della prima rata».
SENZA SOLDI. Nella sua lettera, Festa rivela poi che la Teateservizi non ha più fondi perché il Comune non avrebbe pagato le quote e le fatture emesse. Ed è per questo che, lunedì scorso, sarebbe scoppiato il caso piscina con la corrente elettrica staccata per bollette non pagate da almeno 10mila euro. «La condizione finanziaria della Teateservizi che tutti ben conosciamo è strettamente connessa alla quotidianità del socio unico», scrive Festa, «l’ultimo trasferimento in nostro favore risale al mese di dicembre 2017». Festa rivela che, con una nota dell’8 maggio, ha sollecitato l’invio dei fondi dal Comune «in quanto l’esercizio quotidiano stava diventando ingestibile ma non ho avuto risposta». Festa prosegue: «Mi sono recato personalmente dal dottor Franco Rispoli per cercare una soluzione che abbiamo trovato predisponendo la liquidazione di alcune fatture per circa 200mila euro. Ma le procedure sono lunghe e il bonifico non si è ancora materializzato». Così, senza soldi, il fornitore dell’energia elettrica ha staccato la corrente alla piscina. «Sono personalmente rammaricato», dice Festa, «ma allo stesso tempo mi sento di affermare che ho fatto del mio meglio considerando le disponibilità finanziarie a disposizione, considerando la scorrettezza inaspettata e ingiustificata del fornitore e considerando di averci messo subito la faccia anche a tutela del Comune». Poi, la conclusione in cui Festa si dice «basito» per la reazione del sindaco: «Invece di apprezzare gli sforzi profusi, si scaglia contro».