Scontro D’Eramo-Febbo: «Ci hai tradito, dimettiti»

17 Settembre 2020

Il deputato della Lega attacca l’assessore regionale che appoggia Di Iorio La replica del forzista: ne parliamo dopo il ballottaggio, basta passerelle di Salvini

CHIETI. Si lavano su Facebook i panni sporchi del centrodestra. A tre giorni dalle elezioni comunali scoppia lo scontro politico e la polemica oltrepassa i confini del Comune e arriva in Regione: il deputato, Luigi D’Eramo, capo abruzzese della Lega, chiede le dimissioni di Mauro Febbo, l’assessore regionale che non ha voluto appoggiare il candidato sindaco Fabrizio Di Stefano ma si è schierato con Bruno Di Iorio spaccando l’unità del centrodestra. Febbo si è sospeso da Forza Italia: in Comune è avversario del centrodestra, in Regione ne è alleato.
Dopo mesi di liti dietro le quinte, D’Eramo affida a Facebook il suo pensiero e giù con una raffica di commenti, compresi quelli di Febbo: «Tradire la coalizione di centrodestra è un atto di vigliaccheria politica», così il deputato aquilano risponde a Febbo che aveva bollato come «passerella» la visita di Matteo Salvini lunedì scorso a Chieti Scalo. «Attaccare il leader del maggior partito italiano, alleato al tuo, denota confusione e rabbia», afferma D’Eramo che fa la sua previsione: «A Chieti vincerà Fabrizio Di Stefano e tu sarai relegato all’opposizione dell’opposizione. Ti ricordo come un uomo coerente e la coerenza in politica è tutto: dimettiti». È la prima volta che la Lega invoca pubblicamente le dimissioni di Febbo, titolare della delega alle attività produttive.
Febbo va avanti e guarda al giorno del possibile ballottaggio: «Nessun tradimento al centrodestra», dice. Quella con Di Iorio, spiega, è «una coalizione civica alle elezioni comunali così come ha fatto D’Eramo nel 2012 alle amministrative dell’Aquila. E potrei citare tanti altri casi, magari lo stesso Di Stefano quando minacciava liste civiche contro il centrodestra alle ultime regionali o altri personaggi che hanno fatto campagna elettorale per Legnini mentre oggi sono consulenti sempre della Lega. Salvini», dice Febbo, «è venuto a Chieti per parlare di tematiche nazionali come scuola e immigrati. Non sa e non può sapere, da leader nazionale, di questioni locali: per la scuola, oltre al caos del governo nazionale, va aggiunto quello della giunta comunale uscente che si è ricandidata tutta con Di Stefano: non c’è raccordo con le direzioni per la questione delle aule e dislocazione territoriale per rispetto delle prescrizioni Covid, e anche su trasporto e sorveglianza, tutte materie di competenza di assessori uscenti e ricandidati nella Lega ma leghisti dell’ultima ora. Come non sa, Salvini, che l’unico centro di accoglienza per immigrati a carico dei cittadini attivo a Chieti è presente nella coalizione che sostiene Di Stefano, almeno questo qualcuno avrebbe dovuto dirlo al leader. Comunque», così Febbo dice a D’Eramo, «se ritiene di dover fare i conti con il sottoscritto dovrà aspettare il 5 ottobre perché si andrà al ballottaggio e lì sicuramente la coalizione civica dove c’è Forza Chieti “gioca in casa”» .
Prende posizione sempre su Facebook anche una fedelissima di Febbo, la consigliera uscente Maura Micomonaco, anche lei sospesa dall’incarico di coordinatrice cittadina di Forza Italia per sostenere Di Iorio: «La Regione senza l’assessore regionale Febbo crollerebbe in un attimo e non credo convenga averlo in opposizione come dimostrato nei 5 anni precedenti della pessima giunta D’Alfonso. E poi basta ipocrisie e falsità, tanto si sa cosa si pensa l’uno dell’altro della presunta coalizione di centrodestra e dei relativi candidati. È il momento che si parli solo di Chieti».