Scontro Febbo-Flacco

Asl, scambio di accuse sulla scelta di Petrella al posto di Di Pietro
CHIETI. «La scelta di Tiziana Petrella, già direttore amministrativo della Asl di Pescara, mortifica e umilia le tante professionalità presenti nella struttura sanitaria chietina». Così il presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale di FI Mauro Febbo commenta la sostituzione della dimissionaria Sabrina Di Pietro nel ruolo di direttore amministrativo della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. «Vi sono decine di dirigenti che possono egregiamente ricoprire quello specifico ruolo apicale di primissimo ordine», afferma Febbo, «vorrei capire le motivazioni per cui è stata indicata la Petrella senza ricorrere a figure presenti all’interno della stessa azienda sanitaria o magari attingere alla graduatoria del bando da cui era stata selezionata la stessa Di Pietro. Ci troviamo in un momento molto delicato. Ci sono scelte, decisioni e atti fondamentali da affrontare che incrociano sia il destino della Asl chietina sia quella di Pescara: i due Dea, il nuovo ospedale di Chieti, il sito della centrale operativa 118 nonché l’approvazione degli atti aziendali delle due Asl e, mi auguro, anche la realizzazione dei nuovi ospedali di Vasto e Lanciano. Tutte questioni delicate e di primissimo ordine che verranno esaminate “stranamente” dallo stesso direttore amministrativo -sulle cui capacità professionali non dubitiamo affatto- ma si appresta ad affrontare un carico di lavoro troppo oneroso e sicuramente in conflitto “d’interesse”. Ritengo che dietro la scelta della Petrella ci sia una regia ben precisa, finalizzata a potenziare e accentrare il ruolo dell’ospedale di Pescara a discapito di quello teatino. Pertanto», conclude Febbo, «chiederò al presidente D’Alfonso e all’assessore Paolucci di non ratificare la scelta della Petrella ma di aprire un confronto con la direzione sanitaria teatina al fine di valutare la possibilità di trovare la figura all’interno della stessa Asl». A Febbo replica duramente il manager Pasquale Flacco. «È in capo al direttore generale, e solo a lui, la facoltà di nominare il direttore amministrativo, scegliendo autonomamente la professionalità più idonea, senza fare alcun bando», dice, «e non compete ad altri organismi regionali ratificare, bocciare o invalidare la scelta, perché ne risponde interamente il direttore generale e io, che conosco le norme e le rispetto, non ne ho timore. Residenza o appartenenza geografica non rappresentano un requisito né tanto meno una garanzia di professionalità. Pertanto è ridicolo accusarmi di non avere scelto qualcuno di Chieti: se all’interno della nostra azienda ci siano figure idonee per il ruolo di direttore amministrativo, che godano della mia fiducia, posso saperlo io, non altri. Ma il punto più alto, e per certi aspetti comico, della nuova invettiva è la descrizione del torbido intreccio tra il ruolo attuale di Tiziana Petrella e quello che assumerà a breve», precisa Flacco, «la Petrella non è direttore amministrativo a Pescara né lo è stata in passato. Si occupa di acquisti di beni e servizi e non si capisce quale danno potrebbe arrecare a Chieti, soprattutto riguardo a scelte strategiche che sono e restano di competenza regionale».

