Scontro sui conti: 29 milioni di debiti spalmati in 30 anni

Chieti. L’opposizione denuncia: «Nascosti i buchi di bilancio» Di Primio media su Teateservizi, braccio di ferro su Di Biase
CHIETI. Debiti su debiti. Secondo i consiglieri d’opposizione Chiara Zappalorto e Alessio Di Iorio del Pd, Luigi Febo e Diego Ferrara di Chieti per Chieti, Bruno Di Paolo di Giustizia sociale e Mario Troiano di Chieti. Da capo, è questa l’eredità che l’amministrazione del sindaco Umberto Di Primio sta lasciando alla città. «Di Primio lo sa e sta facendo in modo di rimandare tutto a quando non sarà più sindaco», attacca Di Iorio. Ma veniamo ai numeri portati dai consiglieri: «Dal 2015 l’amministrazione ha un debito trentennale di quasi 29 milioni di euro, con una rata annuale di 963mila euro», continua Di Iorio che cita la relazione al bilancio dei revisori dei conti. Relazione che si conclude con un parere positivo, ma che in 36 pagine è durissima. «Il bilancio dell’anno scorso», dice Di Iorio, «si è chiuso con un disavanzo di quasi 900mila euro che il sindaco ha spostato al 2019 e al 2020, a quando cioè lui non sarà più sindaco. Le anticipazioni di cassa sono pari a 15 milioni di euro. Dalla vendita degli immobili si dovrebbero ricavare quasi 5 milioni, ma sappiamo tutti che sarà difficile vendere qualcosa. La nota dolente evidenziata dai revisori è quella relativa al contenzioso che potrebbe originare debiti per 10 milioni di euro, ma noi sappiamo che sono molti di più». Per fare chiarezza sui debiti le opposizioni sono pronte a chiedere una commissione ad hoc per capire quanti e quali sono i debiti del Comune. Il consigliere Ferrara rimprovera al sindaco la mancanza di concertazione con i consiglieri, compresi quelli della minoranza, mentre il capogruppo Pd Zappalorto insiste sulla città abbandonata a se stessa, tanto che «per San Giustino non è stato organizzato nulla, se non le belle manifestazioni messe in campo dalle associazioni». «L’ente», conclude Febo, «è in condizioni di deficitarietà strutturale, condizione certificata dal mancato rispetto della metà dei parametri previsti dalle specifiche norme e che impongono all’ente “percentuali di copertura dei servizi a domanda individuale notevolmente rafforzate”. E dunque nuovi aumenti delle tariffe, oltre a quelli di Tari e asili nido già sanciti». «L’assessore Valentina Luise e il sindaco hanno insieme esultato per l’ok dei revisori, ma in realtà, al di là della forma corretta con cui è stato redatto il bilancio, poi il contenuto della relazione dei revisori è ben più preoccupante. E poi mi chiedo, se è vero che va tutto bene, perché il partito del sindaco, Forza Italia, chiede di cambiare il bilancio? Perché minacciano di non votarlo?»
Del dissidio tra il sindaco e il gruppo consiliare del suo partito si ricomincerà a parlare da domani. Di Primio è pronto a venire incontro alle richieste dei 5 forzisti per quanto riguarda Teateservizi, assicurando che il taglio non sarà così radicale da mettere a rischio posti di lavoro. Ma sull’assessorato di Carla Di Biase è ancora braccio di ferro.

