Scontro sulla dialisi Taglieri: pochi posti Asl: servizi garantiti

30 Novembre 2023

Continuano le polemiche sul riordino della rete ospedaliera Progetto Lanciano avvia la petizione: no alla soppressione 

LANCIANO. «La rete ospedaliera regionale è la tomba per l’ospedale Renzetti perché taglia reparti e servizi, dalla dialisi all’urologia, l'otorino che sono fondamentali in una Dea di I livello. Gli emendamenti presentati, ma bocciati, servivano a rendere davvero operativo il presidio e dare risposte ai cittadini». È il commento del consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) dopo la discussione in commissione sul riordino della rete ospedaliera, documento che prevede tra le altre cose, tagli alle postazioni dialisi nella Asl Lanciano Vasto Chieti che da 86 devono scendere a 20. «Nessun taglio, ma servizi migliori diversificati in base alle esigenze dei pazienti dializzati», è invece il commento del direttore generale Asl, Thomas Schael.
LE PROTESTE«Il piano regionale è una mannaia che si abbatte sul nostro ospedale e, per quanto riguarda la dialisi, sull’intera Asl»: così il movimento civico Progetto Lanciano definisce il riordino degli ospedali regionali. «Per la dialisi restano solo i 20 posti letto di Chieti», evidenzia il movimento, «Lanciano e tutta la parte meridionale della provincia non avrà letti di nefrologia e dialisi. Siamo stati i primi a sollevare il problema dialisi, a protestare col comitato per la salute e i pazienti davanti all’ospedale e abbiamo avviato la raccolta firme che sta andando avanti perché la dialisi non solo non deve essere spostata dal Renzetti, ma non deve essere soppressa. Come si possono cancellare 66 posti nella sola provincia di Chieti? Dove sono finite le rassicurazioni del presidente dela Regione, Marco Marsilio e dell’assessore regionale Nicola Campitelli? Dov’è il sindaco Filippo Paolini?».
GLI EMENDAMENTIE per bloccare i tagli, non solo sulla dialisi ma anche per altri reparti dell'ospedale Renzetti, il consigliere Taglieri ha presentato una trentina di emendamenti al piano: tutti bocciati. «Si va dalla cancellazione dei 10 posti in osservazione breve (unità riaperta ad agosto dopo 4 anni di lavori, ndc) inseriti in una medicina da 56 posti letto, alla negazione dei posti in urologia e otorino che sono unità semplici che a Lanciano funzionano dal lunedì al venerdì mattina», dice Taglieri. «Avevo chiesto delle dipartimentali per queste unità e cinque posti letto, o almeno uno diurno: tutto negato. Se qualcuno ha un problema urologico, anche semplice, in questa zona il venerdì pomeriggio, deve andare a Chieti. Ortopedia da unità complessa diventa dipartimentale, ci sono tagli al laboratorio analisi che era il migliore della Regione, al centro trasfusionale: per fortuna si parlava del progetto della banca del sangue al Renzetti, che però ora nessuno ricorda di aver detto si volesse fare a Lanciano. E ancora medicina nucleare cancellata, dialisi cancellata anche ad Atessa. Con questo piano si tagliano altri servizi, a discapito degli utenti».
LA ASL«Per quanto riguarda la dialisi non si taglia nulla, non si sopprimono servizi, non sarà penalizzato nessuno»: questa la risposta del manager Asl. «La nostra proposta di riorganizzazione della dialisi segue il modello di regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana, il Veneto, che prevede percorsi assistenziali differenti in base alle condizioni cliniche di ciascun paziente. Pertanto quelli critici saranno trattati in ospedale», precisa Schael, «usufruendo di letti tecnici istituiti in medicina e geriatria, per garantire interventi immediati in situazioni di emergenza, mentre i cronici saranno trattati nelle strutture territoriali, quali distretti e case di comunità, se non nel proprio domicilio. Resta, poi, il regime a più alta intensità, nella nefrologia di Chieti, per pazienti affetti da insufficienza renale acuta e vicini al trapianto. Abbiamo in carico 234 pazienti nefropatici, a fronte di una potenzialità operativa dei nostri centri dialisi di 344. In alcuni, infatti, viene svolta un’attività ridotta anche per via della significativa attività dialitica domiciliare».
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