Scoperta truffa dell’iPhone su Facebook

4 Maggio 2019

Sotto accusa due giovani di Ripa Teatina: si fanno ricaricare 250 euro su una carta e poi spariscono. Incastrati dalle chat

CHIETI. Mettono in vendita un iPhone su Facebook, si fanno pagare da una donna interessata all’affare ma non le consegnano il cellulare. Due giovani di Ripa Teatina, lui 30 anni e lei 25, si ritrovano sotto processo con l’accusa di truffa in concorso. La competenza territoriale è del tribunale di Teramo perché la vittima, una 35enne, ha versato i soldi agli imputati attraverso una ricarica online su carta Postepay fatta in una tabaccheria di Silvi Marina.
I fatti risalgono al dicembre del 2017. La ragazza di 25 anni, S.G. le sue iniziali, pubblica un annuncio sul social network in cui si dice pronta a cedere un iPhone 7 plus di colore rosa in cambio di 250 euro. Una donna residente in provincia di Teramo, che cerca proprio quello smartphone, si mostra subito propensa all’acquisto e non si insospettisce per il prezzo nettamente inferiore a quello di mercato. Per i contatti viene utilizzata l’applicazione Messenger di Facebook. Raggiuto l’accordo, l’acquirente ricarica la somma pattuita sulla carta prepagata intestata a F.M., un uomo di 30 anni. Una volta ricevuti i soldi, però, la giovane di Ripa sparisce: non risponde al telefono e non consegna il cellulare. Quando la vittima capisce di essere stata raggirata, è ormai troppo tardi: non le resta che denunciare l’episodio.
Le indagini della polizia giudiziaria hanno permesso di risalire all’identità dei due giovani di Ripa, ora difesi dall’avvocato Corradino Marinelli. La prima udienza, davanti al giudice monocratico, è stata fissata al prossimo 9 ottobre. Cellulari, ma non solo: Playstation, macchine fotografiche, Rolex, iPad, automobili, moto, addirittura trattori e motozappe. Gli ultimi casi finiti in tribunale dimostrano che è lunghissimo l’elenco dei prodotti messi in vendita falsamente su internet e mai consegnati. Sul web, però, possono nascondersi anche altri pericoli. La polizia postale ha messo più volte in guardia gli utenti di Facebook da annunci molto appetibili ma che, a un’analisi più attenta, risultano poco credibili. Navigando sul social network, è facile imbattersi in pagine che sponsorizzano portali di e-commerce con in vendita prodotti di marca a prezzo superscontato. Qualche esempio? Giacche Stone Island a 68 euro, scarpe Timberland a 35 euro o gli ultimi modelli di sneakers Adidas, Nike e New Balance a 15 euro. Prezzi troppo bassi per essere veri. Il pericolo maggiore che si corre non è quello di perdere i soldi dell’inserzione. Portali del genere, nella stragrande maggioranza dei casi, sfruttano la buona fede di utenti poco accorti per rubare i dati della carta di credito e clonarla. Nel momento in cui si fa il pagamento, sono richiesti il nome dell’intestatario, il numero della carta (per intenderci, le 16 cifre stampate nella parte frontale), data di scadenza e codice Cvv (codice di verifica che si trova nella parte posteriore, vicino la banda magnetica). «Quanto basta», spiegano i poliziotti, «per effettuare una copia della carta di credito e utilizzarla per altri acquisti online a carico di ignari utenti».