Scoperti 261 positivi su 9.203 test
I tamponi a Vasto e San Salvo, i sindaci: «Scuole aperte, sono luoghi sicuri»
VASTO. Si è conclusa ieri alle 19 la due giorni di screening a Vasto e San Salvo. Complessivamente le persone sottoposte a tampone sono state 5.527 a Vasto e 3.676 a San Salvo. Ieri, su 2.782 tamponi fatti a Vasto, 97 sono risultati positivi; a San Salvo su 1.975 tamponi, i positivi sono stati 56. I positivi trovati a Vasto in due giorni sono stati 179, a San Salvo 82. Oltre alla popolazione scolastica, anche gli adulti sono stati invitati a fare i tamponi per accertare la loro negatività . Grazie ai volontari , ai carabinieri e alle altre forze dell’ordine le operazioni si sono svolte senza alcun problema. Lo screening ha confermato la positività di molti ragazzi, ma i numeri, dicono i sindaci, non giustificano la chiusura delle scuole: a Vasto e San Salvo le scuole oggi riapriranno regolarmente. «La scuola», dicono Francesco Menna e Tiziana Magnacca, «è un luogo sicuro e non possiamo permettere agli studenti di non poter frequentare il luogo della formazione e della socializzazione considerando anche le attuali disposizioni del Consiglio dei ministri un’ordinanza di chiusura sarebbe persino illegittima». A supportare la decisione di rientrare a scuola sono stati i risultati dello screening antigenico che ha permesso di verificare lo stato di salute della popolazione scolastica. «La numerosa partecipazione ai test», rimarcano i sindaci, «ci ha confortato e ora consente di far riprendere le lezioni con maggiore fiducia tenendo sempre alta l’attenzione nel rispetto delle norme anti Covid per evitare contagi, rischio che è presente e di questo siamo coscienti», afferma Menna, «non ha senso chiudere la scuola quando poi il pomeriggio ci sono attività di socializzazione che espongono i giovani seriamente al contagio. La scuola è sicura. Vengono rispettate tutte le misure per garantire sicurezza». Del resto se il Governo o il presidente della Regione decideranno nei prossimi giorni in maniera diversa, «ci atterremo alle loro disposizioni anche perché», concludono Menna e Magnacca, «sono operative le procedure stabilite dai ministeri. In questi giorni abbiamo avuto occasione di parlare più volte con i dirigenti scolastici concordando la linea da tenere ribadendo che le lezioni debbano avvenire in presenza». (p.c.)

