Scoperti gli affari d’oro dei pendolari dei rave party
Dopo il blitz dei carabinieri, convalidati gli arresti: in due vanno ai domiciliari Il giudice: si muovono in tutta Italia per smerciare droga nei raduni giovanili
CHIETI. Gli spacciatori fermati dai carabinieri durante il rave party abusivo di Rapino, nel cuore del parco della Maiella, gestiscono un vasto traffico di droga: si muovono in tutta Italia per raggiungere raduni giovanili e smerciare pericolose sostanze stupefacenti. Lo scrive il giudice Luca De Ninis nell’ordinanza di custodia cautelare con cui convalida gli arresti, disponendo i domiciliari per Antonino Contino, 35 anni, e Manildo Frasheri (31), entrambi di Torino. È scattato l’obbligo di dimora a Pescara, invece, per Vladen Titarev (20), origini russe, l’unico degli indagati ad essere incensurato: solo nei suoi confronti potrebbe configurarsi il fatto «di lieve entità», ma saranno decisive le analisi di laboratorio sulla droga sintetica che ha tentato di nascondere in una tasca del giubbino alla vista dei militari. Nel blitz scattato sabato pomeriggio, i carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena hanno sequestrato droga di tutti i tipi: cocaina, cristalli di Mdma, pasticche di ecstasy, speed (miscela di anfetamina e caffeina) e marijuana. Senza dimenticare i quasi 50 grammi di bicarbonato che sarebbero stati utilizzati, stando alla tesi investigativa, per aumentare il volume della droga. La maggior parte dello stupefacente era nascosta nel camper di Contino.
Durante l’interrogatorio di garanzia, gli arrestati hanno respinto l’accusa di spaccio: Titarev e Frasheri hanno sostenuto che le dosi erano per uso personale, mentre Contino ha parlato di consumo di gruppo. Tutte versioni ritenute non credibili dal giudice. Al contrario, è evidente il «pericolo di reiterazione del reato». Contino e Frasheri sono accusati di essere “pendolari della droga” che utilizzano lo spaccio come fonte di «mantenimento». Il primo indagato, ad esempio, investe «risorse cospicue» nell’attività illecita: basti pensare che, per raggiungere raduni illegali in tutta la penisola, ha preso in affitto un camper che costa 40 euro al giorno per almeno un mese. I tre sono difesi dagli avvocati Emiliano Patricelli, Manuel Perga e Stefania Santeusanio.
Intanto, non si fermano le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti. Ora l’obiettivo è scoprire chi ha organizzato la festa abusiva: le “menti” del rave party andato in scena in un’area protetta, e dunque senza alcun tipo di autorizzazione, rischiano nuove accuse oltre a quelle già formulate nei confronti della settantina di ragazzi che ha invaso i terreni di località Forcatura con auto, camper, furgoni, tende e persino chioschi per vendere alcolici.
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