Scoperti i finti prosciutti di Parma

30 Dicembre 2017

CHIETI. Vendeva prosciutti di origine straniera ma con l’etichetta «tipo Parma» in grado di ingannare i clienti su caratteristiche, natura e luogo di provenienza dell’alimento. Nei guai, dopo un...

CHIETI. Vendeva prosciutti di origine straniera ma con l’etichetta «tipo Parma» in grado di ingannare i clienti su caratteristiche, natura e luogo di provenienza dell’alimento. Nei guai, dopo un blitz dei carabinieri del Nas di Pescara, è finito un salumificio del Chietino. La titolare dell’attività è stata denunciata per frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. L’indagine è stata condotta dai militari del Nas di Pescara, in coordinamento con i colleghi di Parma e con la collaborazione del consorzio del prosciutto di Parma. Gli accertamenti dei carabinieri, diretti dal maggiore Domenico Candelli, hanno permesso di accertare che la donna vendeva in Abruzzo e anche all’estero i prosciutti con etichette contenenti informazioni che potevano trarre in inganno i consumatori.
Nei giorni scorsi, sempre nel Chietino, i Nas avevano messo sotto sequestro circa mille vasetti di conserve e passate di pomodoro etichettate con informazioni false circa la reale origine del prodotto. Sequestrati, in un’altra attività commerciale teatina, anche 50 chili di baccalà e una ventina di chili di prodotti carnei in cattivo stato di conservazione.