Scoperti i furbetti della pensione sociale

Due anziani di 86 e 85 anni si ritrovano a processo: sotto accusa false residenze nel Chietino per appropriarsi dei soldi
CHIETI. I furbetti della pensione sociale sono due anziani di 86 e 85 anni. La guardia di finanza ha scoperto che entrambi, originari di Villamagna, percepivano – nonostante vivessero in Venezuela – l’assegno dell’Inps riservato alle persone «in condizioni economiche disagiate» residenti in Italia. Adesso i due si ritrovano sotto processo, davanti al collegio del tribunale di Chieti presieduto da Guido Campli (giudici a latere Andrea Di Berardino e Chiara Di Gerio), con l’accusa di «indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato». Il totale delle somme contestate ammonta a quasi 61mila euro. Il capo d’imputazione è identico: «Conseguivano indebitamente l’assegno sociale da parte dell’Inps di Chieti in quanto omettevano di comunicare all’ente erogatore di vivere in Venezuela e, quindi, di non avere residenza sul territorio nazionale, condizione per godere del beneficio di legge». L’inchiesta, scattata un anno e mezzo fa, è stata coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio degli imputati dopo gli accertamenti portati avanti dalle fiamme gialle della compagnia di Chieti. Le irregolarità sono venute fuori durante i controlli a campione della finanza e della direzione provinciale dell’Inps. La posizione più delicata è quella di G.D.L., 86 anni: avrebbe intascato illecitamente 44.740,46 euro dal 2011 fino al luglio del 2017, quando l’ente previdenziale gli ha bloccato gli assegni chiedendo anche indietro i soldi versati fino a quel momento. Il legale dell’anziano, l’avvocato Cristian Liberato, ha prodotto documentazione medica con l’obiettivo di smontare la tesi dell’accusa e dimostrare che il suo assistito in realtà viveva a Villamagna e, solo sporadicamente, raggiungeva il Venezuela per visitare i suoi parenti. Nell’ultima udienza è stato ascoltato, come testimone, un medico di base di Villamagna che ha raccontato: «Nel 2015 G.D.L. è venuto 5 volte in ambulatorio, ma non sono mai andato a visitarlo nel suo domicilio. Sapevo che viveva in Venezuela e si appoggiava a Villamagna».
Nei guai è finito anche A.R., 85 anni: tra il 2011 e il 2012, avrebbe percepito indebitamente 15.888,99 euro. In aula è arrivata la testimonianza di un nipote dell’imputato. «Mio zio», ha detto, «vive principalmente all’estero, tra la Spagna e il Venezuela. L’ultima volta l’ho visto nel 2012. Da ciò che ricordo, veniva in Italia un anno sì e un anno no, appoggiandosi dai parenti. Si fermava anche per 5 o 6 mesi». Nella prossima udienza, fissata per il 2 aprile, verrà ascoltato un vigile urbano in servizio a Villamagna. Poi, ci sarà la sentenza. Gli anziani imputati, codice penale alla mano, rischiano una condanna da 6 mesi a tre anni di reclusione.

