Scoppia Parentopoli in Comune «Figli di assessori assunti al nido»

8 Luglio 2015

Il consigliere D’Alessandro (Vasto 2016): negli asili i familiari di esponenti del centrosinistra Il vicesindaco Sputore (Pd): c’è un caso ma l’inquadramento nel personale risale al 2006

VASTO. «Figli di assessori e di esponenti del centrosinistra assunti negli asili nido». La segnalazione è dell’opposizione consiliare ed è destinata a surriscaldare il clima politico. A segnalare la presunta “Parentopoli” è Davide D’Alessandro, dell’intergruppo consiliare “Vasto 2016” che punta l’indice contro alcune assunzioni sospette. L’amministrazione comunale, dal canto suo, rispedisce le accuse al mittente e parla di «situazioni pregresse». Insomma, anche se manca un anno alle elezioni comunali, la campagna elettorale è già iniziata e per scaldare i motori non c’è niente di meglio che spulciare tra le assunzioni, quelle dove si annidano le presunte pratiche clientelari.

«C’è chi, disperato, chiede asilo politico e chi, per nulla disperato, chiede e ottiene un posto all’asilo», attacca il consigliere comunale, «il primo dice di scappare dalla guerra, mentre il secondo dice di essere figlio di un amministratore del Comune di Vasto. Il primo fatica e forse verrà rispedito al mittente, come un pacco postale, mentre il secondo si sistema con una facilità disarmante. Nella nostra città c’è l’assalto all’asilo», chiosa l’esponente della minoranza, «importante, però, non è la cittadinanza italiana e la residenza vastese. Importante è avere un genitore che rivesta un ruolo importante nel meccanismo amministrativo della città. Chi si sistema all’asilo per tutta la vita, pensione compresa, o chi si è comunque sistemato all’interno del Palazzo, dirà di aver vinto il concorso con delle commissioni giudicatrici severissime, composte da un collegio durissimo e impietoso. Invece, i figli di mamma e di papà che studiano sodo, si laureano brillantemente, hanno la cittadinanza italiana e la residenza vastese, ma non hanno l’aggancio giusto o il ramo a cui attaccarsi, si attaccano al tram e partono per un viaggio senza ritorno. Per loro niente asilo politico e niente posto all’asilo», conclude sarcastico D’Alessandro.

Una denuncia politica che non scompone più di tanto Vincenzo Sputore, il quale in questo periodo sta sostituendo il sindaco Luciano Lapenna. «“Parentopoli” al comune di Vasto? Non mi risulta», taglia corto il vicesindaco, «sì, c’è qualche figlia di assessore che lavora in un asilo nido ma non si tratta di un’assunzione recente, visto che risale al 2006». Nel 2011, un anno prima delle elezioni amministrative che segnarono la vittoria di Tiziana Magnacca, era stato il centrodestra a parlare di “Parentopoli” al Comune di San Salvo, attaccando a testa bassa le assunzioni targate Pd. Nove nomi stampati sui manifesti: parenti di assessori, dirigenti comunali e militanti del Partito democratico che sarebbero stati beneficiati dal centrosinistra.

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